Davanti a Antonio Di Donna, ai familiari delle vittime e a numerosi giovani in cura per patologie oncologiche, Leone XIV ha ascoltato nella Cattedrale di Santa Maria Assunta di Acerra uno dei discorsi più duri pronunciati negli ultimi anni sulla tragedia della Terra dei Fuochi.
«Convertitevi, cambiate strada, perché il vostro non è soltanto un reato ma un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio», ha dichiarato il vescovo di Acerra rivolgendosi a chi ha devastato il territorio campano con traffici illeciti e sversamenti tossici.
Nel suo intervento, Di Donna ha ricordato il peso umano di una crisi ambientale che da decenni colpisce la Campania: «Negli ultimi trent’anni solo ad Acerra sono morti 150 tra ragazzi e giovani», ha affermato, sottolineando come il bilancio reale sia ancora più ampio considerando gli adulti e gli altri comuni coinvolti nella Terra dei Fuochi.
Il presule ha affrontato apertamente anche il tema del rapporto tra inquinamento e tumori infantili, spesso oggetto di polemiche e negazioni. «Noi crediamo che esista un legame tra contaminazione ambientale e l’insorgere di patologie tumorali», ha detto, ricordando che un monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, commissionato dalla Procura di Napoli Nord, avrebbe riconosciuto un nesso tra l’inquinamento e l’elevata mortalità infantile.
Parlando delle responsabilità, il vescovo ha denunciato silenzi e omissioni durati anni: «Qui c’è stato chi ha avvelenato, chi ha taciuto, chi ha lasciato fare e chi ha guadagnato». Ha inoltre definito particolarmente grave il fatto che per sedici anni siano rimaste secretate le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che raccontavano gli interramenti illegali di rifiuti.
Di Donna ha poi ampliato lo sguardo al resto del Paese, ricordando i 51 Siti di Interesse Nazionale contaminati, da Taranto a Crotone, passando per Marghera e Casale Monferrato. «In Italia esistono tante terre dei fuochi», ha ammonito, esprimendo anche il timore che i traffici di rifiuti tossici si stiano spostando verso altre regioni, in particolare la Puglia.
Nel suo intervento, Leone XIV ha raccolto l’eredità morale di Papa Francesco, ricordando le vittime dell’inquinamento ambientale e denunciando l’azione di «persone e organizzazioni senza scrupoli» che per anni hanno agito nell’impunità.
La visita del Pontefice arriva alla vigilia dell’undicesimo anniversario della Laudato si’ e realizza simbolicamente un desiderio rimasto incompiuto di Papa Francesco, che avrebbe dovuto visitare Acerra nel maggio 2020, prima dello stop imposto dalla pandemia.
fonte: Fanpage.it