Suicidio Gugliotta: l’ultima ombra della Banda della Uno Bianca

9 Maggio 2026 - 12:08

Suicidio Gugliotta: l’ultima ombra della Banda della Uno Bianca

Pietro Gugliotta ha scelto il silenzio definitivo all’età di 65 anni. L’ex poliziotto e componente della Banda della Uno Bianca si è tolto la vita lo scorso gennaio. L’uomo ha compiuto il gesto estremo nella sua casa di Colle d’Arba. Il borgo si trova in provincia di Pordenone e ospitava la sua nuova esistenza. Gugliotta viveva ormai lontano dai riflettori e dalla cronaca nera. La notizia del decesso è rimasta segreta per ben quattro mesi. Solo oggi il fatto emerge con forza nel panorama mediatico nazionale.

Il tempismo della rivelazione solleva molti dubbi e nuovi interrogativi. La notizia arriva infatti durante il ritorno mediatico del caso della Uno Bianca. Roberto Savi ha recentemente rilasciato un’intervista scioccante al programma Belve Crime. Le sue parole hanno riacceso i riflettori su una vicenda mai risolta del tutto. Per questo motivo, la morte di Gugliotta genera sospetti immediati. Il suo suicidio coincide con nuove domande su una storia italiana oscura. Nessuno considera il caso veramente chiuso dopo tanti anni.

La carriera criminale di Gugliotta finì bruscamente il 25 novembre 1994. Gli agenti lo arrestarono mentre lavorava ancora nella Questura di Bologna. Egli prestava servizio proprio all’interno della centrale operativa bolognese. I giudici lo condannarono a vent’anni di carcere per i suoi crimini. L’uomo fornì supporto logistico fondamentale ai fratelli Savi nelle rapine. Tuttavia, la magistratura non lo ritenne responsabile degli omicidi commessi. Gugliotta lasciò infine il carcere della Dozza nel luglio del 2008.

In Friuli l’ex poliziotto aveva ricostruito interamente la propria quotidianità. Egli aveva trovato una nuova moglie e i due figli di lei. Gugliotta lavorava stabilmente presso una cooperativa di reinserimento per detenuti. Da circa un anno l’uomo godeva finalmente della meritata pensione. Egli abitava in un piccolo paese di appena 200 persone. I vicini descrivono la vittima come un uomo molto riservato. Recentemente egli aveva persino terminato la ristrutturazione della propria abitazione. Nulla faceva dunque presagire una fine così tragica e improvvisa.

Il giorno del ritrovamento non ha offerto alcuna spiegazione chiara. Gugliotta non ha lasciato alcun biglietto di addio per i familiari. Egli non ha dato alcun segnale di allarme nei giorni precedenti. La Polizia Scientifica ha effettuato tutti i rilievi necessari sul posto. Eppure, nessuna informazione è trapelata all’esterno fino a questo momento. Il riserbo delle autorità ha protetto la privacy della famiglia friulana. La comunità locale resta ora sorpresa davanti a una notizia così forte. Il silenzio ha dominato la scena per lunghi mesi.

L’avvocata Stefania Mannino esprime ancora oggi un profondo stupore. La legale seguiva Gugliotta da moltissimo tempo con estrema dedizione. Ella ricorda un uomo grato per la sua seconda possibilità. Gugliotta sembrava felice del percorso di rinascita intrapreso dopo il carcere. Anche i rapporti con le sue figlie naturali stavano migliorando. La sua prima famiglia lo aveva allontanato subito dopo l’arresto. Recentemente, invece, il legame affettivo si stava finalmente ricucendo. Proprio queste circostanze rendono il suicidio un mistero ancora più fitta.

Il contesto generale riguarda una banda che seminò terrore puro. Tra il 1987 e il 1994 il gruppo uccise 24 persone. I feriti furono oltre cento tra l’Emilia-Romagna e le Marche. Ora il caso si riapre prepotentemente a causa delle nuove dichiarazioni. Roberto Savi ha rotto un silenzio durato oltre trentadue anni. Il leader della banda parla apertamente di legami con i servizi segreti. Egli cita omicidi su commissione e presunte coperture dei vertici istituzionali. Queste parole pesanti cambiano la percezione della storia criminale.

I magistrati bolognesi hanno deciso di agire con estrema rapidità. I pm Andrea De Feis e Lucia Russo guidano le indagini. Essi hanno richiesto il girato integrale dell’intervista trasmessa su Rai 2. Gli inquirenti vogliono analizzare ogni singola parola pronunciata dal condannato. I magistrati si preparano infatti a interrogare nuovamente Roberto Savi. Le indagini cercano ora riscontri concreti alle nuove e inquietanti rivelazioni. Il suicidio di Gugliotta aggiunge quindi un tassello drammatico a questo scenario. La verità sulla Uno Bianca sembra ancora lontana.