Sfruttati per la caccia, poi torturati e uccisi: il terribile destino dei cani podenco

10 Novembre 2018 - 18:26

Sfruttati per la caccia, poi torturati e uccisi: il terribile destino dei cani podenco

Sfruttati per la caccia, poi torturati e uccisi: il terribile destino dei cani podenco

Ogni anno vengono uccisi in Spagna 50mila cani tra podenco e levrieri. Una mattanza che non ha voce soprattutto per i cani podenco, una razza antichissima, che risale a 7mila anni fa, non molto conosciuta. Vengono sfruttati per la caccia e vivono in condizioni deprecabili con i cacciatori, i galgueros, fino ai due anni. In questo breve ciclo di tempo, quando non lavorano, vivono legati a una catena e con arnesi da tortura in bocca, per non farli abbaiare (a volte vengono usate anche lattine). Veri e propri maltrattamenti “legalizzati”Lo racconta a Tgcom24Loredana Carlotta Fusé, fondatrice dell’associazione no profit “Podencos for life rescue”, che aiuta a salvare attraverso le adozioni i podenco o come li chiamano in spagnolo gli “olvidados”, i “dimenticati”.

La storia

La storia degli “olvivados” della Spagna tratta di un fenomeno non punito dalla legge e che quindi non può essere facilmente fermato. “Di solito una volta che non sono più utili verso i due anni di età vengono acquistati altri cuccioli, è più economico – afferma Loredana -. I podenco sono considerati ‘vecchi'”. Quindi “dopo anni di maltrattamenti vengono uccisi, bruciati vivi o scuoiati in modo da distruggere i chip di riconoscimento”. Oppure vengono “buttati in dirupi o pozzi, o nel ‘migliore’ dei casi abbandonati per finire nelle perrera (i canili spagnoli) che assomigliano a lager e dove vivono 10 giorni prima della soppressione, se non muoiono prima di fame, sete, per malattie o per le condizioni igieniche”. Loredana lavora con altre volontarie per far conoscere la situazione di questa razza dimenticata. Associazione, che non prende fondi, ma vive solo di donazioni. Una passione che è diventata missione e lavoro, e grazie alla quale ogni anno salva molti cani.

Mentre la storia dei loro “cugini”, i levrieri, è diventata più notoria, per i podenco invece c’è ancora un vuoto informativo enorme. E dire che si tratta di una razza antichissima, che non ha avuto ibridazioni. Bisognerebbe proteggere una patrimonio del genere e, invece, come racconta Loredana, in Spagna è un fenomeno difficile da disarticolare. Al livello politico non si muove una foglia, probabilmente perché non si vuole scontentare una consistente fetta di elettorato e spesso gli appelli e le raccolte di firme, in favore di levrieri e podenco, sono finiti nel nulla in nome della tradizione. Il reato sui maltrattamenti animali non è valido infatti per i galgueros. Un orrore che porta alla mente la corrida. (Leggo)