Sfregia una 23enne alla metro Duomo, il gip conferma il carcere: “È socialmente pericoloso”

11 Luglio 2026 - 15:53

Sfregia una 23enne alla metro Duomo, il gip conferma il carcere: “È socialmente pericoloso”

Resta in carcere Mohammed Saidi, il 27enne di origine algerina arrestato con l’accusa di aver sfregiato con un coltello una ragazza di 23 anni alla fermata Duomo della metropolitana di Milano. Il giudice per le indagini preliminari Cristian Mariani ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, contestando il reato di sfregio permanente al viso aggravato dai futili motivi e sottolineando la sua “evidente pericolosità sociale”.

L’aggressione risale allo scorso 9 luglio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe colpito la vittima al volto con un coltello dopo aver interpretato come provocatorio uno sguardo della ragazza. La 23enne, soccorsa immediatamente, ha raccontato di aver vissuto momenti di terrore: «Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare».

Nell’ordinanza, il gip evidenzia come Saidi abbia dimostrato una totale incapacità di controllare i propri impulsi, agendo con estrema spregiudicatezza contro una donna indifesa. Un elemento che, secondo il giudice, giustifica la permanenza in carcere.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando un altro episodio. Una giovane di 24 anni ha riferito di aver riconosciuto il 27enne come l’autore di una rapina subita nel centro di Milano lo scorso febbraio. Dopo aver visto la sua fotografia sui giornali, la ragazza ha raccontato di aver avuto una crisi di panico.

Durante l’interrogatorio nel carcere di San Vittore, assistito dall’avvocata Mara Bracco, il 27enne ha respinto ogni accusa. Ha sostenuto di essere stato lui la vittima dell’episodio, affermando che la ragazza si sarebbe ferita accidentalmente con la fibbia della propria borsa durante una colluttazione. Ha inoltre negato di avere con sé un coltello e ha dichiarato che il sangue trovato sul luogo fosse il suo, mostrando una ferita a un dito. Il giudice ha definito questa ricostruzione dei fatti “inverosimile”. Nel corso dell’interrogatorio Saidi ha anche chiesto di essere rimpatriato in Algeria.

fonte fanpage

credito foto fanpage

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