Quattro operatori dell’ambulanza e due poliziotti intervenuti sono le persone nei confronti delle quali la Procura ha iscritto un procedimento nell’apposito registro ‘modello’ 45 bis’ per chiarire le circostanze del decesso di Abderahhim Fakir, avvenuta domenica in via Svevo a Bologna. Si procede per il reato di omicidio colposo.
Non ci sono indagati, dunque, ma si tratta dell’applicazione della nuova norma sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione.
Secondo i primi accertamenti svolti, la polizia avrebbe inizialmente chiesto l’intervento del 118 segnalando “una crisi psichiatrica”. I poliziotti erano stati chiamati dai residenti in quanto l’uomo se la sarebbe presa con il conducente di un veicolo che stava entrando in un garage.
Gli accertamenti della Procura “”terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”.
Intanto, la Croce Rossa afferma: “Scatenato dai social, c’è un attacco verso un’istituzione che per suo principio soccorre indiscriminatamente tutti i cittadini. Questo ci ferisce e ferisce i soccorritori, che oggi vengono additati a persone che non hanno fatto il loro dovere. (I soccorritori) erano lì, in attesa di poter intervenire. Non è pensabile che potessero farlo su un soggetto che in quel momento era sotto le mani delle forze dell’ordine. Quando ci è stato concesso farlo, siamo intervenuti”.
Fonte: Ansa