Cronaca

Scandalo in Campania, neonati scambiati in culla al nido: urla tra i familiari dopo l’allattamento

di  Redazione  -  24 Gennaio 2020

Scandalo in Campania, neonati scambiati in culla al nido: urla tra i familiari dopo l’allattamento

Due neonati scambiati per poche ore dopo la nascita, due mamme che hanno allattato i figli ‘sbagliati’. La vicenda, ancora dai contorni poco chiari, è accaduta a Napoli pochi giorni prima della fine del 2019 in un ospedale-clinica napoletano, di cui preferiamo non fare il nome sia perché ci sono accertamenti in corso da parte delle forze dell’ordine ma soprattutto per tutelare la privacy delle due famiglie coinvolte in questa surreale storia.

La vicenda

A fine dicembre due mamme hanno dato alla luce nella stesso giorno, a due ore di distanza, i loro splendidi figli. Alle 19 è nata una femminuccia mentre alle 21 un maschietto. Entrambi i parti sono andati a buon fine, tutto è filato liscio, almeno fino ad un certo punto. I neonati, dopo i rituali accertamenti medici, sono stati trasferiti, come da prassi, nel nido. Il giorno dopo sono stati riportati dalle rispettive mamme per l’allattamento. Al momento del cambio del pannolino, una delle nonne ha scoperto che quella che aveva tra le mani non era un maschietto ma una bambina. Urla di stupore e rabbia tra i familiari, i quali hanno avvertito immediatamente il personale della corsia e il primario del reparto. Sono scattati i controlli e si è capito, per fortuna quasi immediatamente, che c’è stato probabilmente un cambio di braccialetti tra i due piccoli nati a poche ore di distanza dovuto al fatto che le due famiglie avessero lo stesso cognome.

Gli sviluppi

Naturalmente la vicenda ha comunque suscitato indignazione e rabbia in entrambe le famiglie interessate dal grossolano errore. Per fortuna si è trattato di due bimbi di sesso diverso quindi accorgersi dello sbaglio è stato ‘facile’, ma in caso di due maschietti o donne sarebbe stato un vero problema. Le famiglie, passate in poco tempo dalla gioia del parto alla paura, ora vogliono vederci chiaro tant’è che per sicurezza è stato chiesto il test del Dna, anche se il caso pare comunque essere rientrato. Una vicenda dai contorni davvero paradossali che potrebbe avere anche strascichi giudiziari visto che anche le forze dell’ordine sono state informate della vicenda.

Fonte: Internapoli.it