Ordinanza anti-movida a Napoli: i commercianti protestano sotto il Comune, “È assurdo”

30 Luglio 2026 - 21:47

Ordinanza anti-movida a Napoli: i commercianti protestano sotto il Comune, “È assurdo”

I gestori dei bar si incatenano in piazza Municipio. Essi protestano vivamente contro la nuova ordinanza sulla movida a piazza Bellini. Lo scontro tra i commercianti e il Comune esplode subito. Il sindaco Gaetano Manfredi firma il provvedimento in data di ieri. L’ordinanza resta valida per tutta l’estate fino al 29 novembre. Quindi, essa impone la chiusura anticipata dei locali alle 2 di notte il sabato. Pertanto, questa decisione anticipa di un’ora la chiusura prevista. Inoltre, il Consiglio Comunale fissava il limite alle 3 di notte poche settimane fa.

Di conseguenza, i commercianti scendono in guerra contro l’amministrazione. Il presidente del Comitato Esercenti Napoletani, Luca Panico, attacca duramente la decisione. Infatti, egli sottolinea il superamento imprevisto della precedente delibera di indirizzo. Inoltre, il Comune pubblica l’avviso del procedimento soltanto ieri sul proprio sito. Pertanto, il presidente Panico prevede conseguenze gravissime per l’economia locale. Di conseguenza, le zone interessate rischiano un pesante regresso. Infine, egli teme il ritorno a condizioni di abbandono simili ai primi anni Novanta.

Tuttavia, il sindaco Manfredi difende con fermezza il provvedimento approvato. Egli dichiara la necessità di misure molto più restrittive per piazza Bellini. Infatti, i comitati dei cittadini presentano varie diffide e iniziative giudiziarie. Essi rivolgono queste proteste ufficiali sia al Comune sia alla Prefettura. Inoltre, l’Arpac effettua precisi rilievi tecnici nella zona interessata. Di conseguenza, l’avvocatura comunale suggerisce la proroga degli orari ridotti. Pertanto, l’amministrazione cerca un rapido ritorno alla piena normalità.

Nel frattempo, l’avvocato Panico contesta la totale esclusione del Consiglio Comunale. La giunta azzera del tutto le linee guida votate meno di un mese fa. Di conseguenza, l’amministrazione riduce il dialogo sociale a un vano chiacchiericcio. Pertanto, gli esercenti promettono una forte battaglia in tutte le sedi opportune. Inoltre, i gestori cercano il sostegno della politica più sensibile.

Nel dettaglio, la nuova ordinanza ricalca vecchi provvedimenti già visti in passato. I locali devono chiudere all’una di notte da domenica a giovedì. Inoltre, i gestori chiudono alle 2 di notte il venerdì e il sabato. L’ordinanza concede unicamente trenta minuti di tolleranza finale. Poi, i bar possono riaprire la mattina alle ore 6. Infine, la norma vieta l’asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22:30.

Al contrario, la delibera del 6 luglio fissava regole del tutto diverse. Essa permetteva la chiusura dei locali alle 3 il sabato notte. Inoltre, il testo consentiva l’asporto di bevande fino a mezzanotte.

Tuttavia, la legge concede un potere monocratico straordinario al primo cittadino. Inoltre, la delibera consiliare offre solo un semplice indirizzo all’amministrazione. Pertanto, la giunta può superare liberamente queste indicazioni del consiglio. L’Avvocatura evita così possibili danni economici e richieste di risarcimento per l’Ente.

Purtroppo, questa vicenda evidenzia una forte tensione politica tra la giunta e l’assemblea. Inoltre, l’applicazione di orari differenti nelle varie zone di Napoli spaventa la popolazione. Pertanto, i cittadini temono una palese ed ingiusta disparità di trattamento.

Fonte: Fanpage