Omicidio Pierina Paganelli, Louis Dassilva assolto: la Procura pronta all’appello

10 Giugno 2026 - 19:25

Omicidio Pierina Paganelli, Louis Dassilva assolto: la Procura pronta all’appello

Si chiude con un’assoluzione il processo di primo grado per l’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa a Rimini nell’ottobre 2023. Dopo oltre sedici ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise ha assolto Louis Dassilva, unico imputato nel procedimento, disponendone l’immediata scarcerazione. La Procura di Rimini ha già annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza in appello.

La decisione è arrivata nella notte, al termine di una lunga valutazione degli elementi raccolti nel corso delle indagini e del dibattimento. Dassilva, che rischiava l’ergastolo ed era detenuto dal luglio 2024, ha lasciato il carcere poche ore dopo la lettura del verdetto. Ad attenderlo la moglie e numerosi sostenitori. All’uscita ha parlato di una vittoria della giustizia, definendo l’assoluzione come una rinascita dopo mesi trascorsi dietro le sbarre.  

L’inchiesta era partita dal ritrovamento del corpo di Pierina Paganelli nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino. Gli investigatori avevano concentrato l’attenzione sull’ambiente familiare e condominiale della vittima, fino ad arrivare a Dassilva, vicino di casa della donna. Nel corso delle indagini sono emersi dettagli sulla relazione extraconiugale tra l’imputato e Manuela Bianchi, nuora della vittima, circostanza che ha rappresentato uno dei punti centrali dell’accusa.  

Durante il processo sono stati analizzati numerosi elementi investigativi, tra cui intercettazioni, testimonianze e consulenze tecniche. Particolare rilievo hanno assunto gli accertamenti scientifici sul Dna e le immagini registrate dalle telecamere della zona, aspetti sui quali accusa e difesa hanno sostenuto interpretazioni differenti.  

Determinante per il dibattimento è stata anche la testimonianza di Manuela Bianchi, che ha riferito agli inquirenti di aver incontrato Dassilva prima del ritrovamento del cadavere e di aver ricevuto da lui indicazioni sul comportamento da tenere con le forze dell’ordine. La credibilità delle sue dichiarazioni è stata al centro del confronto processuale.  

La Corte ha assolto Dassilva con la formula prevista dall’articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale, ritenendo insufficienti gli elementi per affermarne la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni e solo allora la Procura formalizzerà il ricorso in appello.  

Dopo la sentenza, Manuela Bianchi ha dichiarato di avere la coscienza serena e di aver sempre raccontato la verità. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non può ancora considerarsi conclusa: il secondo grado di giudizio potrebbe riaprire il confronto sugli elementi raccolti dagli investigatori e sulle conclusioni raggiunte dalla Corte d’Assise di Rimini.  

Fonte: Ansa

credits photo: Newsrimini

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