Omicidio Martina Carbonaro, Alessio Tucci in aula: “Chiedo scusa, ma non merito perdono”

14 Luglio 2026 - 11:54

Omicidio Martina Carbonaro, Alessio Tucci in aula: “Chiedo scusa, ma non merito perdono”

Si è aperta con una dichiarazione spontanea di Alessio Tucci l’udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la giovane uccisa dall’ex fidanzato. Il 20enne, reo confesso, è intervenuto in videocollegamento dal carcere e ha espresso parole di pentimento davanti ai giudici e ai familiari della vittima.

“Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso per quello che ho fatto”, ha dichiarato Tucci con voce commossa. Il giovane ha anche fatto riferimento a un messaggio vocale già ascoltato durante la precedente udienza, nel quale pronunciava la frase “devi morire per amore”. Secondo la sua versione, quelle parole non rappresentavano una minaccia di morte, ma volevano esprimere il desiderio che la ragazza provasse la stessa sofferenza emotiva che lui stava vivendo.

Durante la deposizione, Tucci ha ribadito di non riuscire ancora a spiegarsi quanto accaduto il giorno del delitto. “È passato un anno e non ho capito cosa sia successo. Per me è un incubo, non c’è un minuto in cui non penso a Martina”, ha detto, aggiungendo di continuare a immaginare la giovane viva, salvo poi ricordare che “lei non c’è più”.

Le sue dichiarazioni sono state ascoltate anche dalla madre di Martina, Enza Cossentino, presente in aula. La donna ha seguito il collegamento con uno sguardo severo, scuotendo più volte la testa. Dopo i momenti di tensione verificatisi tra le due famiglie durante la prima udienza, il tribunale ha disposto che Tucci partecipi al processo esclusivamente in videoconferenza.

Nel suo intervento, l’imputato ha infine affermato di essere consapevole delle proprie responsabilità e di essere pronto a pagare per quanto commesso. “Le volevo tantissimo bene. Non se lo meritava. Mi importa solo di lei che non c’è più”, ha concluso. Il processo proseguirà con l’esame degli altri testimoni e delle prove raccolte dagli investigatori.
Fonte:Napolitoday

credito foto: Napoli today

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