È stata fissata per il prossimo 28 settembre la data della sentenza nel processo relativo al sequestro, alle torture e all’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso nel gennaio 2016 e ritrovato senza vita alcuni giorni dopo. Una vicenda che negli ultimi dieci anni è diventata uno dei casi giudiziari e diplomatici più delicati nei rapporti tra Italia ed Egitto.
Davanti ai giudici sono imputati quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani, accusati a vario titolo di aver preso parte al sequestro del giovane ricercatore e agli eventi che ne hanno causato la morte. Il procedimento giudiziario rappresenta uno dei passaggi più significativi nella lunga ricerca di verità e giustizia portata avanti dalla famiglia Regeni e dalla magistratura italiana.
Nel corso della requisitoria finale, il procuratore aggiunto di Roma Sergio Colaiocco ha avanzato richieste di condanna particolarmente severe nei confronti degli imputati. Per uno dei quattro funzionari egiziani è stato chiesto l’ergastolo, mentre per gli altri tre la procura ha domandato una pena pari a 17 anni e sei mesi di reclusione.
La decisione dei giudici è attesa per la fine di settembre e potrebbe rappresentare un momento cruciale in una vicenda che ha profondamente segnato l’opinione pubblica italiana e internazionale. Nel corso degli anni il caso Regeni è diventato simbolo della battaglia per la tutela dei diritti umani, della libertà di ricerca e della necessità di garantire verità e giustizia per le vittime di violazioni gravi.
L’attenzione sul procedimento resta alta, in attesa del verdetto finale della Corte.
Fonte: Adnkronos