Una nuova task force dedicata alla prevenzione, al controllo e alla repressione dei comportamenti considerati problematici. Il sindaco leghista Alan Fabbri ha annunciato la nascita del Nucleo anti maranza, un progetto comunale che coinvolgerà avvocati, psicologi, assistenti sociali, polizia locale ed esperti di sicurezza. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno del vicepremier Matteo Salvini, che ha auspicato una sua estensione ad altre città italiane.
Secondo quanto spiegato dal primo cittadino, si tratta di un esperimento inedito a livello nazionale. Al momento, tuttavia, non sono stati chiariti nel dettaglio i compiti operativi della task force né le categorie di persone alle quali saranno rivolti gli interventi.
L’annuncio arriva dopo le proteste contro il caro vita e i disordini segnalati in diverse città italiane, tra cui Bologna e Milano. Fabbri ha riferito di aver ricevuto le preoccupazioni di alcuni commercianti, timorosi delle possibili conseguenze di una mobilitazione nazionale prevista per il sabato successivo. Da qui la decisione di elaborare una risposta che, nelle intenzioni del sindaco, vada oltre le dichiarazioni pubbliche di condanna.
Salvini ha accolto favorevolmente la proposta, definendola un’iniziativa da replicare in altre città. Il sindaco, dal canto suo, ha sostenuto che il progetto intende rispondere alle richieste di aiuto di genitori, famiglie e commercianti preoccupati per comportamenti aggressivi e situazioni percepite come insicure.
La scelta del nome Nucleo anti maranza, però, ha già acceso il dibattito politico. Il termine maranza, utilizzato nel linguaggio comune per indicare alcuni giovani associati a determinati comportamenti o stili, non identifica una categoria giuridica precisa. Proprio per questo restano da definire i criteri con cui verranno individuati i destinatari delle attività.
Critiche sono arrivate da Ilaria Baraldi, esponente del Partito Democratico ferrarese e componente della segreteria regionale. Secondo Baraldi, l’iniziativa rischia di alimentare inutilmente la percezione di insicurezza. L’esponente dem ha inoltre contestato il nome scelto e chiesto maggiore trasparenza sull’organizzazione del progetto, sui suoi obiettivi e sui costi a carico della collettività.
Il confronto si sposta ora sull’applicazione concreta della misura. Resta da capire quali strumenti saranno utilizzati, come verranno coordinate le diverse professionalità e quali risultati il Comune intenderà misurare per valutare l’efficacia della task force.
Fonte: Fanpage.it