Un kartodromo utilizzato come base per lo spaccio di cocaina, i proventi della droga reinvestiti in altre piste e presunte pressioni per assumere il controllo di un impianto. Tre uomini sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, che ipotizza collegamenti con cosche della ‘ndrangheta, estorsioni e riciclaggio. Sequestrati beni aziendali per un valore complessivo di almeno due milioni di euro.
Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Latina tra Aprilia e Ferrara. Due indagati sono stati trasferiti in carcere, mentre il terzo è stato posto agli arresti domiciliari.
L’indagine è partita nel novembre 2023, dopo una denuncia per tentata estorsione, ed è proseguita fino al luglio 2025. Secondo la ricostruzione degli investigatori, due degli indagati avrebbero esercitato pressioni sul proprietario di una pista di kart nel territorio pontino per ottenere la cogestione dell’attività. Avrebbero anche preteso l’utilizzo di una specifica marca di kart e minimoto.
Le richieste sarebbero state sostenute, secondo l’accusa, dalla forza intimidatoria derivante dai presunti legami con la criminalità organizzata calabrese. Uno degli indagati viene indicato come vicino alla cosca Alvaro di Sinopoli e in contatto con ambienti riconducibili alla cosca Gallace di Guardavalle.
Parallelamente, i carabinieri avrebbero ricostruito un’attività continuativa di spaccio di cocaina, con il kartodromo di Aprilia indicato come una delle basi operative. Parte dei guadagni sarebbe stata successivamente reinvestita in altre attività legate ai circuiti automobilistici.
Al centro degli accertamenti anche due associazioni sportive dilettantistiche, attraverso le quali sarebbero stati riciclati i proventi illeciti destinati alla gestione di piste ad Acerra, in provincia di Napoli, e a Ferrara. Per il denaro destinato all’impianto campano viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.
L’inchiesta comprende inoltre un presunto episodio estorsivo ai danni di un lavoratore, che sarebbe stato picchiato e minacciato per indurlo a rinunciare a una causa di lavoro.
Oltre agli arresti, sono stati sequestrati beni riconducibili alle due associazioni sportive e bloccati alcuni conti correnti. Altre 17 persone sono state sottoposte a perquisizione in diverse regioni. Le accuse contestate, a vario titolo, comprendono estorsione, tentata estorsione, autoriciclaggio e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.
Fonte: Fanpage.it