Seconda partita di campionato e seconda uscita per Max Allegri sulla panchina del Napoli: una sfida importante che inizia già a delineare le prime gerarchie della stagione. Di fronte un Como che quest’anno punta davvero in alto, accreditato dai pronostici come una delle grandi favorite per lo scudetto, subito dietro a un’Inter al momento intoccabile.
Allegri sceglie la continuità ma riserva novità a sinistra, dove giocano Olivera e Noa Lang. Una mossa a sorpresa, con Alisson Santos e Neres lasciati inizialmente in panchina e Politano confermato a destra. Fuori dall’undici titolare anche Kevin De Bruyne, tenuto a riposo per scelta tecnica e pronto a fare da jolly a gara in corso.
L’avvio del Napoli non è affatto male. Subito una grande occasione sui piedi di Lang, lanciato a rete, ma l’azione sfuma per un fischio arbitrale su un contatto dubbio di Olivera (probabilmente viziato da fuorigioco). Dal ribaltamento di fronte nasce la beffa: splendida giocata sulla destra di Diao che mette dentro; Baturina controlla spalle alla porta, si gira in un fazzoletto superando un Di Lorenzo apparso troppo morbido e fulmina Meret sul primo palo. Un gol quasi “alla Tevez” per il talento del Como, che firma l’1-0.
Gli azzurri non mollano, nonostante un centrocampo apparso a tratti disunito e spesso in ritardo sui raddoppi. Il pareggio porta la firma di Rasmus Højlund: palla verticale di Rrahmani, l’attaccante difende alla grande con la suolata per portarsi la sfera sul mancino, brucia il difensore e scarica un sinistro a incrociare che sorprende Butez. Un autentico capolavoro, un “cioccolatino” che sblocca il centravanti danese in campionato. L’equilibrio dura poco. Un pasticcio difensivo in costruzione tra Zambo Anguissa e Rrahmani regala palla a Douvikas, che sul rimpallo non perdona e batte Meret per l’1-2 con cui si va negli spogliatoi.
Nella ripresa il Napoli rientra con un baricentro molto più alto e costringe il Como a schiacciarsi. I cambi al 60′ risvegliano la manovra, anche se i lariani si confermano solidissimi: prestazione sontuosa di Milla in mezzo al campo e catene laterali di grande qualità con Yan Couto e Álex Valle.
L’ingresso di De Bruyne cambia il ritmo: il belga vede corridoi invisibili agli altri e orchestra occasioni continue, rischiando persino l’incolumità fisica su un inserimento a un millimetro dal gol. Nel finale, una sua imbucata geniale trova la sponda aerea di un ottimo Lucca per il tap-in di Lobotka; il 2-2 viene però strozzato in gola dall’intervento del VAR per fuorigioco dell’attaccante.
Il Napoli esce sconfitto al Maradona contro un Como fortissimo. Poteva fare di più? Sì, ma i segnali positivi non mancano: la squadra di Allegri è ancora in costruzione, ma la base tecnica e il potenziale restano assoluti.