Il Bologna arriva a Napoli speranzoso di ottenere un punteggio favorevole, considerando soprattutto che gli azzurri arrivano da tre sconfitte consecutive con Inter, Como e Arsenal. Un brutto trittico di partite per il Napoli, che si trova in un momento difficile, con Allegri sempre più in una posizione di difficoltà. Certo, una squadra rastrellata dagli infortuni, con McTominay fuori a causa dell’aritmia benigna avuta in questi giorni, motivo per cui è stato operato, o con Anguissa, rimasto fuori anche quest’oggi così come contro l’Arsenal.
E infatti Allegri si affida al doppio play Gilmour-Lobotka, mossa che, come vedremo, sarà decisiva per il risultato finale della partita. De Bruyne, il campione belga, è schierato ovviamente sulla trequarti alle spalle di Højlund. La sorpresa è vedere Vergara sulla sinistra, schierato al posto di Nørgaard, visto che anche Alisson Santos ha avuto problemi.
Il Napoli comunque parte bene con un buon fraseggio. In realtà è sempre il Napoli a cercare di schiacciare quanto più possibile il Bologna: un atteggiamento molto diverso da quello avuto nelle ultime partite contro gli avversari che ha affrontato. Il Napoli, infatti, si mostra molto propositivo e non si fa schiacciare; anzi, è lui a schiacciare spesso gli avversari con ottime giocate e con De Bruyne che si fa trovare sempre tra le linee ed è forse, da questo punto di vista, l’arma in più. Soprattutto con queste tante assenze, De Bruyne è l’arma decisiva di Allegri.
Molto bene comunque il Napoli ad attaccare, anche se di occasioni particolarmente pericolose non ne ha. Pessina, scelto al posto di Skorupski, non è mai stato particolarmente impegnato in parate nel primo tempo. E neanche Milinković-Savić, in porta al posto dell’infortunato Meret, ha avuto particolari impegni o difficoltà.
Il secondo tempo è diverso perché il Napoli entra in campo con un piglio completamente differente: molto più aggressivo, molto più offensivo e con la precisa intenzione di andare ad attaccare gli spazi, soprattutto grazie all’ingresso in campo di Lang e Favasuli. Quest’ultimo, arrivato dal Catanzaro quest’anno, è uno dei due acquisti giunti nel mercato di agosto. Molto bene proprio Favasuli, entrato al posto di Politano: sembra quasi un Politano 2.0, perché è un calciatore con spiccate doti difensive, ma è anche bravissimo nel dribbling e molto propositivo. Gli manca forse un po’ il tiro di Politano, anche perché, essendo destro, non può rientrare e calciare con il mancino; ha tuttavia caratteristiche diverse, essendo molto più esplosivo in velocità, e riesce a superare gli avversari. In un paio di occasioni, infatti, si è rivelato molto pericoloso scattando sulla fascia destra.
Ed è proprio grazie a un passaggio verticale di De Bruyne verso Favasuli e a un suo cross basso in mezzo che Lobotka trova una rete da vero attaccante: lasciato solo a centro area da Theate e compagni, firma l’1-0. C’erano stati in precedenza vari tentativi finiti a lato, sia di Højlund che di De Bruyne; il gol dell’1-0 arriva invece dai piedi di Lobotka, un giocatore che non segna molto e per il quale il gol non è un’abitudine, soprattutto realizzato in questo modo, da punta vera.
È stato quindi grazie a Lobotka se il Napoli è riuscito a vincere una partita apparsa bloccata sotto diversi punti di vista, dando forse un po’ di slancio a una stagione che finora è stata complessa. Gli azzurri escono così vittoriosi dal Maradona: finalmente una vittoria che potrebbe dare uno scossone. Come ha detto Allegri, soltanto i risultati cambiano l’umore, e questo successo si spera che cambierà l’umore di tutti i tifosi presenti oggi allo stadio: non un sold out, ma un pubblico sempre pronto a sostenere la squadra.