Dopo le sconfitte contro Como e Inter, il Napoli cercava nella notte europea la scintilla per ripartire. Al Maradona passa invece l’Arsenal: decide Ødegaard nel secondo tempo. Terzo ko consecutivo per gli azzurri, chiamati ora a reagire senza perdere certezze.
La Champions doveva essere la notte della ripartenza. Un palcoscenico diverso, un Maradona pronto per l’Europa e soprattutto l’occasione per mettere alle spalle due sconfitte consecutive in campionato.
Alla fine, però, il Napoli esce ancora dal campo senza punti. L’Arsenal vince 1-0 e porta via da Fuorigrotta i primi tre punti della sua Champions League grazie alla rete di Martin Ødegaard al 75’.
Una sconfitta che pesa, soprattutto perché arriva dopo il ko interno contro il Como e quello subito a San Siro contro l’Inter. Tre partite consecutive senza vittorie e tre battute d’arresto che inevitabilmente aprono una fase delicata della stagione.
Ma Napoli-Arsenal racconta anche qualcosa di più rispetto al semplice risultato.
Gli azzurri si sono trovati davanti una delle squadre più attrezzate d’Europa, capace di controllare a lungo il possesso e di occupare con qualità ogni zona del campo. Il Napoli ha provato a rispondere con ordine, intensità e ripartenze, senza però riuscire a trasformare le poche situazioni favorevoli in vere occasioni da gol.
È forse questo il limite principale emerso nella serata del Maradona.
Contro avversari di questo livello gli spazi sono pochi e ogni errore pesa il doppio. Il Napoli è riuscito a restare dentro la partita per oltre un’ora, difendendo con attenzione e cercando di colpire quando l’Arsenal lasciava qualche metro.
È mancata, però, la qualità nell’ultimo passaggio. È mancata soprattutto quella giocata capace di cambiare il ritmo della gara e mettere davvero in difficoltà la difesa inglese.
Il Napoli ha sofferto ma non è crollato. Ha tenuto aperta la partita, ha resistito nei momenti di maggiore pressione e ha provato a costruire qualcosa soprattutto nelle transizioni.
Poi, al 75’, è arrivata la giocata decisiva.
Ødegaard ha trovato il gol che ha spezzato l’equilibrio e gelato il Maradona. Una rete pesante, sufficiente all’Arsenal per portare a casa la vittoria e lasciare agli azzurri pochissimo tempo per costruire una vera reazione.
Nel finale il Napoli ha provato ad aumentare la pressione e a cambiare volto alla squadra, ma gli inglesi hanno gestito il vantaggio con esperienza fino al triplice fischio.
Tre sconfitte fanno rumore
Il dato è inevitabile: Como, Inter e Arsenal hanno lasciato il Napoli a mani vuote in tre partite consecutive.
Un campanello d’allarme che non può essere ignorato, ma che allo stesso tempo non deve trasformarsi in una sentenza.
La stagione è appena cominciata e la Champions ha mosso soltanto i primi passi. Il Napoli deve ancora trovare equilibrio, recuperare uomini importanti e soprattutto ritrovare quella sicurezza che nelle ultime settimane sembra essersi incrinata.
Ci sono errori da correggere nella gestione dei momenti della partita e nella capacità di creare pericoli con continuità. C’è soprattutto bisogno di ritrovare fiducia, perché una serie negativa rischia spesso di pesare più sulla testa che sulla classifica.
La sconfitta contro l’Arsenal deve quindi fare male, ma deve anche servire.
Non è il momento dei processi. È il momento delle risposte.
Il Napoli deve ripartire dalla capacità di essere rimasto in partita contro una delle squadre più forti d’Europa, ma deve allo stesso tempo ritrovare incisività, coraggio e concretezza.
L’Europa, questa volta, non ha curato le ferite lasciate dal campionato.
Ora toccherà al Napoli farlo da solo.
Perché tre sconfitte consecutive possono complicare un momento, ma non possono ancora definire una stagione.
foto credits SSC Napoli