Al Diego Armando Maradona arriva una sconfitta che fa male, tantissimo. Il Napoli cade 3-2 contro il Bologna al termine di una partita caotica, nervosa e piena di errori, soprattutto da parte degli azzurri. E tutto parte già male ancora prima del fischio iniziale: Kevin De Bruyne dà forfait per un problema al sopracciglio, assenza pesantissima per Conte, che ritrova invece Di Lorenzo dal primo minuto. Un ritorno però tutt’altro che positivo. Il Bologna infatti parte fortissimo e colpisce subito: Bernardeschi riceve sulla sinistra, si accentra e lascia partire un mancino bellissimo che si chiude all’angolino. Difesa del Napoli completamente immobile, soprattutto sul lato di Di Lorenzo. È 1-0 Bologna. E pochi minuti dopo arriva anche il disastro: Di Lorenzo interviene in ritardo in area e provoca calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Orsolini, che batte Milinkovic-Savic e trova il suo primo gol in carriera contro il Napoli con la maglia rossoblù. 2-0 e Maradona gelato.
Il Napoli però almeno mentalmente reagisce. Il gol che riapre la partita arriva quasi in modo casuale: pallone messo in mezzo, mischia confusa in area, e proprio Di Lorenzo si ritrova il pallone tra i piedi. Stavolta il capitano non sbaglia e calcia sotto la traversa per il 2-1. Gli azzurri prendono coraggio e trovano anche il pareggio: bella sponda di Orsolini che favorisce Alisson Santos, il brasiliano controlla e la piazza sul secondo palo battendo Pessina, che curiosamente aveva esordito proprio contro il Napoli nella gara d’andata. È 2-2 e sembra quasi che il Napoli possa anche vincerla. Più per inerzia che per qualità, perché in realtà la squadra continua a faticare tantissimo nella costruzione del gioco. Il centrocampo gira lento, si torna spesso indietro e il Maradona rumoreggia a ogni retropassaggio. La partita si blocca, poche occasioni vere, tanta tensione.
Poi però arriva la beffa finale. Miranda calcia da fuori, Milinkovic-Savic respinge ma centralmente, e lì c’è Rowe che in rovesciata inventa il gol del 3-2. Un colpo durissimo. Il Maradona ammutolisce mentre il Bologna esplode di gioia. Il Napoli invece resta fermo, incredulo, punito ancora una volta da errori evitabili e da una prestazione tutt’altro che convincente. Questa sconfitta non costa ancora matematicamente la Champions League, ma riapre discorsi che sembravano quasi chiusi. Gli azzurri restano avanti, ma ora iniziano a tremare davvero. Una squadra che crea poco, soffre tanto e che appena abbassa l’attenzione viene punita. E adesso il tempo per sbagliare sta finendo. La Champions però non sembra a rischio.