È stato evirato nel sonno dalla compagna, ma per l’Inps il grado di invalidità civile riconosciuto è del 67%. La valutazione è ora contestata dai legali del 41enne bengalese, che hanno annunciato una richiesta di riesame.
La vicenda risale allo scorso maggio, quando l’uomo sarebbe stato aggredito mentre dormiva. Secondo quanto emerso dalle indagini, la compagna, una donna di 35 anni, lo avrebbe colpito con un coltello provocandogli la perdita definitiva dell’organo genitale e della capacità procreativa. L’uomo sarebbe stato inoltre indotto al sonno attraverso la somministrazione di farmaci soporiferi.
La donna, indicata con le iniziali M.S.A., è stata sottoposta a giudizio immediato con l’accusa di lesioni gravissime aggravate. Secondo l’impostazione accusatoria, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stata la gelosia. L’uomo aveva infatti deciso di trasferirsi dalla moglie e dai figli.
Parallelamente al procedimento penale, i difensori della vittima hanno avviato una battaglia sul riconoscimento dell’invalidità. L’avvocato Angelo Pisani sostiene che la percentuale del 67% non tenga adeguatamente conto delle conseguenze fisiche, psicologiche, sessuali e relazionali provocate dalla mutilazione.
Il riconoscimento assume anche un rilievo economico. Per l’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali è infatti prevista una percentuale di invalidità almeno pari al 74%, oltre agli altri requisiti stabiliti dalla normativa.
I legali chiedono quindi una nuova valutazione medico-legale e maggiore chiarezza sui criteri utilizzati. Anche la moglie dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Francesco Laudisio, intende far valere i propri diritti nel processo e chiedere il risarcimento dei danni subiti dalla famiglia, comprese le conseguenze traumatiche sui figli.
Fonte: SalernoToday