Mario Adinolfi arrestato: accuse di truffa ed evasione fiscale per le ‘scommesse collettive’

8 Luglio 2026 - 9:23

Mario Adinolfi arrestato: accuse di truffa ed evasione fiscale per le ‘scommesse collettive’

Clamoroso sviluppo giudiziario a Roma: i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Mario Adinolfi, noto giornalista, scrittore e leader del movimento politico “Il Popolo della Famiglia”. Le accuse formulate dalla Procura di Roma, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, sono pesantissime: truffa aggravata ed evasione fiscale.

L’indagine ruota attorno al cosiddetto sistema della “scommessa collettiva”, un meccanismo attraverso il quale l’ex parlamentare raccoglieva ingenti somme di denaro da privati cittadini, promettendo rendite e guadagni elevati legati al mondo delle scommesse sportive (settore che Adinolfi ben conosceva, dato il suo passato da giocatore professionista di poker).

Il quadro delineato dagli investigatori della Finanza e inserito nel provvedimento restrittivo evidenzia cifre di rilievo:

 La presunta truffa: È stimata in circa 5 milioni di euro. La Procura ha raccolto le denunce di almeno una decina di risparmiatori che hanno dichiarato di aver perso ingenti somme, in alcuni casi i risparmi di una vita, senza mai ottenere i guadagni promessi né la restituzione del capitale investito.

 L’evasione fiscale: Ad Adinolfi viene contestata anche una frode al Fisco del valore di circa 400mila euro, legata alla mancata dichiarazione delle somme movimentate attraverso questo circuito.

L’inchiesta ha subìto un’accelerazione decisiva dopo le denunce dei privati e la successiva risonanza mediatica derivata da alcuni servizi giornalistici della trasmissione televisiva Le Iene, che avevano sollevato forti dubbi sulla regolarità e sulla trasparenza del fondo di scommesse.

Adinolfi, che in passato ha militato nella Democrazia Cristiana, nel Partito Democratico (con cui fu eletto deputato nel 2012) e ha lavorato come conduttore per il Tg1 prima di fondare il Popolo della Famiglia nel 2016, ha sempre respinto con forza ogni addebito, definendo le ricostruzioni giornalistiche come false e gravemente diffamatorie. Con la misura cautelare scattata questa mattina, la sua difesa si sposterà ora nelle aule di tribunale, a partire dall’imminente interrogatorio di garanzia davanti al GIP.

Fonte: Fanpage.it

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