L’ultima lettera di un alpino disperso torna alla famiglia dopo 83 anni

9 Luglio 2026 - 21:13

L’ultima lettera di un alpino disperso torna alla famiglia dopo 83 anni

Ottantatré anni dopo essere stata scritta dal fronte, l’ultima lettera di un alpino disperso durante la campagna di Russia è finalmente tornata tra le mani dei suoi familiari, riportando alla luce una storia rimasta sospesa per generazioni.

Le quattro pagine, ormai ingiallite dal tempo ma ancora perfettamente leggibili, sono state scritte il 10 gennaio 1943 dal soldato Matteo Gallesio, nato nel 1917 e disperso durante la tragica ritirata italiana in territorio sovietico. A ricevere la copia del documento è stata la nipote Gisella, che non ha mai conosciuto lo zio se non attraverso i racconti tramandati dal padre nel corso degli anni.

La donna, desiderosa di ricostruire la storia familiare e ottenere maggiori informazioni sul giovane alpino, si era rivolta nei mesi scorsi al servizio Restoring Family Links della Croce Rossa Italiana. Grazie al lavoro dei volontari e alla collaborazione con la Fondazione Nuto Revelli, è stato possibile rintracciare la preziosa testimonianza custodita negli archivi dedicati ai militari italiani impegnati nella campagna di Russia.

L’archivio conserva migliaia di lettere provenienti dal fronte e destinate originariamente alle famiglie dei caduti e dei dispersi. Molti di questi documenti erano stati consegnati dai parenti nell’ambito delle pratiche amministrative necessarie per ottenere i sussidi previsti per i familiari dei militari scomparsi durante il conflitto.

Matteo Gallesio aveva partecipato a diverse campagne militari prima di essere inviato in Russia nell’agosto del 1942 con la Divisione Alpina Cuneense. Nella sua ultima lettera affidava pensieri e saluti ai propri cari, senza sapere che quelle parole sarebbero riemerse soltanto oltre otto decenni dopo, diventando un prezioso frammento di memoria restituito alla sua famiglia.

Fonte: ANSA

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