Il virologo Crisanti: «La seconda ondata arriverà a fine agosto»

26 Luglio 2020 - 10:56

Il virologo Crisanti: «La seconda ondata arriverà a fine agosto»

Il virologo Crisanti: «La seconda ondata arriverà a fine agosto»
Andrea Crisanti: «La seconda ondata di Coronavirus potrebbe arrivare già a fine agosto». In un’intervista a Il Messaggero l’ordinario di microbiologia all’Università di Padova rivela tutta la sua preoccupazione. «Guardando i numeri dei Paesi vicino a noi, viene da pensare che avremo problemi con il coronavirus non a ottobre-novembre, come si era ipotizzato, ma già alla fine di agosto».

Come si legge su Fanpage.it la preoccupazione dell’esperto alla luce dell’incremento dei nuovi casi positivi in nazioni confinati con l’Italia o a due ore di volo. «Prima di tutto, sorge anche qualche dubbio: in Italia abbiamo molti casi in meno degli altri Paesi europei, forse non stiamo effettuando i tamponi alle persone giuste».

«Seconda ondata a fine agosto»

«Ma non voglio per forza essere pessimista, magari siamo più bravi, più efficaci nell’isolare i focolai. Comunque sia, sarebbe utile conoscere le ragioni della differenza dei nostri dati con quelli degli altri Paesi. Detto che anche i nostri 275 casi di oggi non sono pochi» dice Crisanti.

Per Crisanti servono misure più serie per chi entra in Italia, come accade ad esempio in Australia o Nuova Zelanda. «Bisogna fare un investimento importante per organizzare una reale macchina della prevenzione che consenta di eseguire i tamponi alle frontiere, magari concentrandoci su chi arriva da aree a rischio».

«Io penso ai tamponi molecolari più affidabili, anche se c’è da aspettare 24 ore. Inoltre, serve un’azione di tracciamento reale di chi entra in Italia» chiarisce.

Sulla seconda ondata Crisanti la pensa così. «Non so se possiamo definirla seconda ondata, ma mi sembra evidente che avremo una fine dell’estate molto impegnativa. Forse anche fine agosto».

Servono più controlli. «Innanzitutto cercherei di implementare il sistema di tracciamento del percorso di chi entra in Italia. Questa è la prima cosa. E poi tamponi».

«D’altra parte due sono le cose: o ti chiudi dentro una bolla, ma è impossibile, oppure fai un investimento senza precedenti sull’informatica e sui macchinari per fare tamponi, bisogna investire su qualsiasi tecnologia che permetta di identificare chi arriva con il virus. Costerà molti soldi, ma come ho già detto altre volte ricordiamoci sempre quando ci è costato il lockdown».
Fonte: Fanpage.it