L’organizzazione mondiale della sanità ha classificato come basso il rischio per la salute pubblica dopo la morte di una tecnica dell’istituto di ricerca contro la peste in Siberia.
“Sulla base delle informazioni non ufficiali disponibili, il rischio sanitario per la popolazione generale appare basso”, ha sottolineato Lindmeier, portavoce dell’OMS.
Le autorità sanitarie russe parlano di una polmonite di origine non chiarita.
“In conformità con il Regolamento Sanitario Internazionale (Rsi) – ha spiegato Lindmeier – l’Oms è in contatto con le autorità sanitarie russe per verificare l’evento, le circostanze, gli esami di laboratorio in corso e i relativi risultati, le modalità di tracciamento dei contatti e lo stato di salute di questi ultimi, nonché le potenziali implicazioni per la salute pubblica internazionale”
Emanuele Nicastri, medico dello Spallanzani, ha dichiarato: “non deve sorprendere, simili episodi sono accaduti in passato e possono verificarsi di nuovo. È accaduto anche pochi giorni fa con l’Ebola in Congo e l’operatore di Msf rientrato nei Paesi Bassi. Nei laboratori” dove si maneggiano agenti virali e batterici di livello 3 o superiore “occorre la massima attenzione e vanno rispettate le misure di sicurezza previste dalla normativa. La peste però non è una malattia infettiva sconfitta, appartiene alla nostra storia presente e passata così come alla storia della Medicina.
Abbiamo ancora centinaia di casi nel mondo concentrati in alcuni Paesi: in Madagascar c’è stata una recente epidemia con qualche centinaio di casi. Poi ci sono stati casi in Congo e qualcuno in Perù.
Ma anche in Usa, soprattutto negli stati del Sud al confine con il Messico vi sono una decina di casi per anno. È una malattia infettiva di natura battericache si combatte anche con vecchi antibiotici che costano poco”.
Fonte RaiNews