Greta Thunberg, furiosa è delirio green:” Il cambio clima causa stupri di massa, moriremo”

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3 settimane fa - 8 Novembre 2021

Greta furente è riapparsa alle cronache e ha ammonito tutti i governi e tutti i poteri del

mondo. L’accusa: produrre in tema di mitigazione e contrasto del cambio climatico solo e

soltanto dei bla-bla-bla. Accusa documentata con…un solenne e impettito bla-bla-bla. Greta

non dice nulla, non propone nulla se non una semplificazione nociva. La sua

semplificazione è: ci sono i buoni che vogliono e i cattivi che non fanno. Ed è una emissione

culturalmente nociva. Il passaggio dalle fonti fossili di energia ad energia prodotta da altre

fonti e tecnologie è un’operazione a cuore aperto nel corpo delle società e Greta è chi bussa

alla porta della sala operatoria ammonendo: dovete guarirlo e in fretta. Il bla-bla-bla è

quello di Greta e di chi immagina, spaccia sia tutto facile e possa essere tutto immediato.

Anche l’ecologismo ha il suo di populismo, Greta ne parla il linguaggio. E c’è qualcosa di

irrimediabilmente penoso nella genuflessione di stampa e di politica alla retorica pop delle

semplificazioni moleste.

Alla Terra restano sette anni di vita. Ce lo dice il “Climate Clock” di New York

L’orologio climatico conta il tempo rimasto agli esseri umani per agire sul riscaldamento globale, così come la quantità di energia fornita da fonti rinnovabili

La Terra ha una scadenza e per ricordarcelo a New York è stato installato un enorme orologio digitale che conta ore, minuti e secondi che restano prima che arrivi la fine del mondo. Sette anni, 102 giorni e 12 ore.

Questo sarebbe il tempo rimasto agli esseri umani per agire sul riscaldamento globale, così come la quantità di energia fornita da fonti rinnovabili.

Come se la pandemia del Covid-19 non stesse dando già abbastanza ansia ai newyorkesi e al mondo intero, ora questa nuova installazione temporanea pone l’attenzione su un’altra grave crisi mondiale: il clima.

E’ il Climate Clock, comparso a Union Square, il cui obiettivo è far riflettere su quanto tempo resta al mondo per agire prima che un’emergenza climatica irreversibile alteri l’esistenza umana come la conosciamo. E

lo fa in occasione dell’avvio della settimana per il clima, in concomitanza della 75/a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Climate Clock, a New York un orologio segna quanto tempo ci rimanere per salvare la Terra

L’enorme orologio digitale sulla parete di un grattacielo a Union Square che solitamente conta l’ora, i minuti, i secondi e dalla mezzanotte, ora, indicherà un altro tipo di tempo: gli anni, i giorni, le ore, i minuti ed i

secondi che il mondo ha a disposizione per limitare le emissioni di biossido di carbonio prima che si arrivi ad un punto di non ritorno.

L’opera reca anche un messaggio, “The Earth Has a Deadline” (La terra ha una scadenza) ed è stata ribattezza “Climate Clock” per l’occasione. Il Metronome è stato inaugurato nel 1999 ed è stato creato da Kristin

Jones e Andrew Ginzel, i quali oltre ad aver installato Climate Clock sia a Parigi che a Berlino, ne hanno creato uno anche per l’attivista Greta Thunberg.

Sul sito ufficiale dell’iniziativa, anche un messaggio volto a sensibilizzare la popolazione mondiale: «L’umanità ha il potere di aggiungere del tempo, ma solo se lavoriamo collettivamente e misuriamo i nostri

progressi rispetto a obiettivi ben definiti».  Il countdown, che dovrebbe esaurirsi a gennaio 2028, segue una stima basata sugli studi condotti dalle Nazione Unite.

L’installazione, che è stata inaugurata sabato, sostituisce l’orologio astronomico che è stato eretto per la prima volta al Metronome , il muro di arte pubblica di New York City costruito nel 1999.

A 16 anni è stata indicata come candidata al Nobel per la Pace: scopriamo chi è la straordinaria attivista svedese Greta Thunberg!

Origini svedesi, cuore che abbraccia il mondo: Greta Thunberg è diventata famosa ancora giovanissima, grazie alla sua parola di pace e amore. Combatte attivamente contro il cambiamento climatico e a favore

di una evoluzione sostenibile. L’ambiente e il rispetto della natura, oltre al suo amore per il prossimo, sono due leitmotiv della sua esistenza. Scopriamo chi è nella vita di tutti i giorni, tra biografia e curiosità

Chi è Greta Thunberg?

L’attivista Greta Eleonora Thunberg Ernman è nata a Stoccolma, sotto il segno del Capricorno, il 3 gennaio 2003. È diventata celebre in tutto il mondo per la sua lotta a tutela dello sviluppo sostenibile e per le

sue manifestazioni pacifiche davanti al Riksdag.

A soli 16 anni è stata proposta come candidata al Nobel per la Pace, ma chi è davvero? Greta Thunberg è figlia di una cantante d’opera, Malena Ernman, e di un attore svedese, Svante Tunberg. Forte della

sua tenacia, ha inseguito il sogno di diffondere una maggiore sensibilità per il pianeta, e ha generato un movimento globale con seguaci in 95 Paesi!

Greta Thunberg

È stata proprio lei a dare vita al primo sciopero per salvare la Terra dall’inquinamento: nel 2018 ha scelto di non andare a scuola per protesta contro il surriscaldamento del clima e gli incendi che hanno

martoriato la Svezia. Si è recata davanti al Parlamento svedese, ogni giorno durante l’orario scolastico, esibendo uno slogan: “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero della scuola per il clima”).

Il discorso di Greta Thunberg all’Onu

Al summit sul clima tenutosi all’Onu nel settembre del 2019, ha preso parola anche Greta che ha puntato il dito contro tutti i leader mondiali, che non stanno facendo abbastanza per salvare le sorti del pianeta.

Un discorso toccante, con la ragazzina quasi in lacrime, che non ha di certo evitato di usare parole forti per esprimere le sue idee.

«Avete rubato i miei sogni e la mia infanziaCi state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi

perdoneremo mai […] Il mondo si sta svegliando. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».

Il discorso, impattante e intenso, è diventato in men che non si dica virale, scatenando sostenitori e ovviamente schiere di haters. Ma tantissimi del mondo dello spettacolo si sono schierati dalla sua parte,

come Leonardo DiCaprio, Cara Delevingne e altri ancora.

Greta Thunberg e Donald Trump

Successivo al discorso è diventato virale anche lo “scontro” fra Greta Thunberg e Trump. Prima il presidente americano ha twittato, con ironia, il video di Greta accompagnandolo alle seguenti parole:

«Una ragazza molto felice che aspetta con impazienza un futuro luminoso e meraviglioso».

E non è di certo mancata la risposta della giovane attivista, che ha cambiato la sua biografia su Twitter utilizzando le parole precise di Donald. Prima, poi, era diventata virale una GIF, un breve filmato estratto

dal summit in cui Greta vede il Presidente degli Stati Uniti e lo fulmina con lo sguardo.

Greta Thunberg in 5 curiosità

-Ha un profilo Instagram seguitissimo, dove si impegna a condividere la campagna di sensibilizzazione per la lotta a tutela del clima.

All’età di 11 anni le è stata diagnosticata a sindrome di Asperger, tra i disturbi dello spettro autistico più latenti e difficili da individuare tempestivamente. Della sua malattia ha parlato a Ted Talk:

A 11 anni mi sono ammalata. Ho smesso di parlare e di mangiare. In due mesi ho perso 10 chili. Più tardi mi è stata diagnosticata la sindrome di Asperger e un mutismo selettivo. In pratica parlo solo quando ritengo sia necessario“.

-Ha fondato il movimento studentesco internazionale Fridays for Future, che conta migliaia di attivisti in tutto il mondo. L’architettura della protesta pacifica di Greta Thunberg si fonda sullo ‘sciopero del

venerdì‘, che ha catalizzato l’attenzione dei media internazionali in pochissimo tempo.

-Il 4 dicembre 2018 è una data chiave nella sua storia: ha tenuto un discorso alla COP24, importantissimo vertice Onu sui cambiamenti climatici.

-Nel 2018, il Time l’ha inserita nella top 25 dei teenager più influenti al mondo. Nel 2019 un altro riconoscimento: è stata nominata “donna svedese dell’anno”.

Lo stridulo campanello d’allarme suona mentre brucia la foresta Amazzonica, subito dopo i roghi in Siberia, in Angola ed in Congo, e mentre in tutto il mondo la vita va avanti vampirizzando le risorse ambientali e

riducendo allo stremo le forze rigenerative della natura. Tutto in nome della domanda globale di risorse naturali che, priva di scrupoli, opera deforestazioni a scopo industriale, senza preoccuparsi troppo di attuare

le disposizioni dettate dall’accordo sul clima, firmato a Parigi nel 2015 da 195 Paesi e contenente il piano operativo finalizzato ad arginare i cambiamenti climatici pericolosi.

Tra il dire e il fare – Sulla carta gli intenti sono ottimi, ma è il passaggio all’attuazione che incontra pesanti difficoltà, ostacoli generati da ignoranza ed indifferenza, in quel disgustoso atteggiamento di pavida

tolleranza o colpevole distrazione rispetto ad abitudini sbagliate e tremendamente dannose per il futuro della Terra e dei suoi abitanti. Sono diventate virali le immagini della foresta Amazzonica in fiamme, hanno

strappato commenti accorati e sguardi contriti le morti degli animali che la abitavano prima del rogo gigantesco che l’ha flagellata, eppure lontano da quell’inferno nulla è cambiato. Madre Natura è lì che osserva e

sembra quasi ammonire con esempi impressionanti. Il più famoso è sicuramente il Pacific Trash Vortex, l’isola di plastica nota per essere un impressionante accumulo di spazzatura formatosi nell’oceano Pacifico

per opera del movimento a spirale del  vortice subtropicale del Nord Pacifico che raccoglie enormi quantità dei rifiuti prodotti ed abbandonati dall’uomo.

Earth Day – L’attenzione per l’ambiente e la salvaguardia del pianeta non sono temi nuovi. Essi sono il fulcro di un impegno costante che ogni anno dal 1970, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera,

celebra l’Earth Day, la Giornata della Terra, un evento a carattere internazionale finalizzato a sensibilizzare tutti sui problemi ambientali. Distruzione degli ecosistemi, con la conseguente estinzione di numerose

specie animali e vegetali, inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo, sfruttamento smisurato delle risorse naturali: sono i problemi macroscopici che attentano alla sopravvivenza della Terra il cui patrimonio è

affidato alla responsabilità dei singoli, ma soprattutto dei governi che dovrebbero cimentarsi nella riformulazione dei protocolli di salvaguardia ambientale, senza dare assoluta ed esclusiva priorità agli interessi

economici. Non c’è tempo. Non si possono fare strategie a lungo termine. Bisogna intervenire presto e bene per recuperare quello che è sempre più rovinosamente compromesso e rischia di sparire definitivamente.

Antropocene – I cambiamenti profondi ai quali è stato sottoposto il nostro pianeta sono nuovi e radicali, sconosciuti nei millenni precedenti, tanto da essere indicati con il nome di antropocene. Un nuovo nome per indicare l’epoca contemporanea che assiste al condizionamento dell’ambiente terrestre dalle azioni umane. Il danno arrecato all’ambiente si concentra nell’esagerata emissione nell’atmosfera di anidride carbonica e metano, ovvero i gas ad effetto serra responsabili del surriscaldamento globale.  L’aumento della temperatura rappresenta un dato in continua crescita e, stando ai dati diffusi dall’Organizzazione metereologica mondiale, gli ultimi 5 anni sono da considerare i più caldi dell’era moderna, mentre dei 19 anni più caldi mai riscontrati, 18 sono di questo secolo.

Greta Thunberg, furiosa è delirio green:” Il cambio clima causa stupri di massa, moriremo”
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