Garlasco, l’ex capitano del Ris Marino ai pm di Pavia: “I test negativi sui pedali? Eccesso di zelo, un dato non osservato non cancella il positivo”

30 Settembre 2026 - 13:58

Garlasco, l’ex capitano del Ris Marino ai pm di Pavia: “I test negativi sui pedali? Eccesso di zelo, un dato non osservato non cancella il positivo”

Emergono dettagli cruciali dai verbali dell’audizione tenutasi lo scorso 25 settembre presso la Procura di Pavia, dove i magistrati Fabio Napoleone, Mario Civardi e Valentina De Stefano hanno ascoltato l’ex generale Luciano Garofano e l’attuale tenente colonnello Alberto Marino in qualità di persone informate sui fatti per il delitto di Chiara Poggi. Al centro del confronto vi sono le analisi genetiche effettuate nel settembre 2007 sui pedali della bicicletta Umberto Dei in uso ad Alberto Stasi, elemento probatorio decisivo nella condanna definitiva dell’imputato in sede di Appello bis e oggi asse portante dell’istanza di revisione avanzata dalla difesa.

L’attenzione degli inquirenti pavesi scaturisce dall’esame dei raw data consegnati dal Ris di Parma a fine 2025, dai quali i consulenti di parte hanno riscontrato la presenza di due corse analitiche datate 20 settembre 2007 — successive all’esito positivo del 19 settembre che identificava il DNA della vittima — risultate totalmente negative e mai confluite nella relazione conclusiva trasmessa all’epoca alla Procura di Vigevano.

Le amnesie di Garofano e i chiarimenti sul campione di confronto

Interrogato sul periodo compreso tra il 19 e il 24 settembre 2007, l’allora comandante del Ris Luciano Garofano ha opposto una sostanziale assenza di ricordi specifici, limitandosi ad affermare che il capitano Marino lo aveva certamente informato per via gerarchica e di non rammentare la visione o la discussione dei tracciati elettroferografici.

Marino è stato poi incalzato sulla provenienza del profilo di riferimento di Chiara Poggi. L’ufficiale ha ammesso che dal tavolo autoptico non giunse mai un campione di confronto espressamente etichettato come tale. Il profilo fu quindi ricavato dalle tracce ematiche presenti nella villetta e dal DNA prelevato da un cucchiaino da colazione ritenuto appartenente alla ragazza. Marino ha chiarito che i due profili coincidevano pienamente e ha respinto l’ipotesi di una contaminazione accidentale tra il cucchiaino e i pedali, sostenuta in passato per via dell’identica concentrazione quantitativa di materiale.

Il nodo delle contro-analisi del 20 settembre

Il punto di maggiore attrito con il procuratore aggiunto Civardi ha riguardato la decisione di ripetere il test il giorno successivo a quello positivo e l’omessa segnalazione dei risultati negativi:

 Possibili anomalie temporali: Marino ha ipotizzato l’esistenza di bug nel software Data Collector o discrepanze tra i due diversi sequenziatori in dotazione, avanzando il dubbio che le sessioni del 20 settembre potessero essere antecedenti a quelle del 19;

 La motivazione dei nuovi test: l’ufficiale ha descritto quelle verifiche supplementari come un “tentativo di replicare al volo l’analisi” o uno “sciocco eccesso di zelo al contrario”, ammettendo che non vi fosse alcuna necessità tecnica di procedere, essendo già disponibili due repliche valide e concordanti;

 La rilevanza dei dati negativi: per Marino, la mancata segnalazione non rappresentò un occultamento ma una valutazione scientifica: una corsa vuota o fallita può dipendere da fattori accidentali (pipettamento, caricamento o resa dello strumento) e costituisce un dato privo di valore informativo, non idoneo a invalidare un profilo chiaro e già acquisito (“Se fosse venuto fuori un altro profilo, allora apriti cielo”).

Di fronte alle contestazioni dei magistrati sull’evidente contraddizione tra l’aver messo in dubbio il risultato con nuovi test e il non aver poi eseguito ulteriori approfondimenti dopo la mancata conferma — procedendo invece alla successiva distruzione del residuo biologico dopo un periodo di conservazione —, il tenente colonnello ha ribadito la correttezza metodologica di aver considerato valido il dato genetico positivo iniziale.

Fonte: Fanpage.it

  •