Sessismo in aula, giudice di pace all’avvocata: “Può togliersi la maglietta, alle belle donne fa piacere”. Parte la segnalazione

30 Settembre 2026 - 18:36

Sessismo in aula, giudice di pace all’avvocata: “Può togliersi la maglietta, alle belle donne fa piacere”. Parte la segnalazione

Ha scatenato forte indignazione la denuncia pubblica presentata dall’avvocata romana Claudia De Rosa, specializzata in diritto del lavoro e dell’immigrazione, bersaglio di pesanti commenti a sfondo sessista da parte di un giudice di pace capitolino nel corso di un’udienza tenutasi lo scorso 24 settembre.

I fatti si sono svolti mentre la professionista si era presentata in aula priva di toga al solo scopo di comunicare formalmente la propria adesione all’astensione indetta dall’Unione delle Camere Penali Italiane — proclamata dal 23 al 29 settembre 2026 per protestare contro le intercettazioni illegittime dei colloqui tra detenuti e avvocati nel carcere di Perugia “Capanne” — e richiedere il conseguente rinvio della causa.

Alla giustificazione della legale per l’assenza della toga, il magistrato onorario ha replicato sostenendo che potesse “anche levarsi la maglietta”. La reazione di sdegno dell’avvocata ha trovato l’indifferenza dell’aula, con la cancelliera e la vice procuratrice onoraria presenti che hanno accolto l’uscita con risate:

 Le giustificazioni del magistrato: di fronte alle rimostranze di De Rosa, che ha ribadito la propria presenza in qualità di professionista al lavoro, il giudice ha tentato di minimizzare asserendo che “alle belle donne queste battute fanno piacere”;

 L’imposizione della toga: a seguito delle proteste, il togato ha preteso che la legale indossasse comunque la divisa professionale davanti a lui, costringendola a reperirne una in prestito da un collega di corridoio pur in costanza di formale astensione dal dibattimento;

 Le accuse di esagerazione: al rientro in aula, le operatrici di cancelleria e il giudice hanno etichettato l’avvocata come “pesante”, sostenendo che “non si può più scherzare” e che in passato altre colleghe “sarebbero state solo contente”.

Scossa dall’accaduto e incoraggiata da una magistrata del Tribunale civile con cui doveva sostenere una successiva udienza, De Rosa ha inoltrato due esposti via PEC indirizzati rispettivamente alla presidenza del Tribunale di Roma e alla presidenza dell’Ufficio del Giudice di Pace. Non avendo finora ricevuto alcun riscontro formale dagli organi competenti, la professionista ha deciso di affidare la propria denuncia a Fanpage.it per far luce sulla gravità della condotta subita nell’esercizio delle sue funzioni.

Fonte: Fanpage.it

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