Tra Lombardia e Sicilia, i carabinieri stanno cercando di ricostruire tre episodi in tre chiese diverse a centinaia di chilometri di distanza l’una dall’altra e con un elemento particolarmente inquietante: in due casi
sono state sottratte ostie consacrate, mentre nel terzo è stato portato via un tabernacolo. A Pavia è stata violata la cappella del cimitero monumentale di San Giovannino. A Poggio Rusco, nel Mantovano, è stato
smurato un tabernacolo in marmo. Mentre a Scordia, nel Catanese, dalla chiesa di Santa Maria Maggiore è sparita una pisside con le particole consacrate. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un utilizzo delle ostie per
messe nere o pratiche legate a sette sataniche, ma al momento il movente resta da chiarire. Il primo episodio riguarda Poggio Rusco. Tra venerdì 28 e sabato 29 agosto ignoti hanno forzato la porta
posteriore della chiesa di Santa Maria Maddalena e sono riusciti a raggiungere l’altare maggiore. Qui hanno smurato e portato via il tabernacolo, un’opera in marmo risalente agli anni Cinquanta e dal
valore di circa seimila euro. All’interno si trovava una cassa metallica dorata che, al momento del furto, era però vuota. Un elemento che rende l’episodio diverso da un semplice furto di beni di valore, almeno
secondo la comunità locale. “È un furto sacrilego che colpisce tutta la comunità e offende la fede”, ha commentato il sindaco di Poggio Rusco Fabio Zacchi. Poco dopo, un episodio con caratteristiche ancora più
delicate è stato registrato a Pavia. Sabato qualcuno ha forzato l’ingresso della cappella del cimitero monumentale di San Giovannino, ha sradicato il tabernacolo e ha portato via una pisside contenente ostie
consacrate. Alcune particole sono state ritrovate a terra e successivamente portate in Duomo. Un episodio molto simile è avvenuto in Sicilia, a Scordia, comune di circa 15mila abitanti nell’area
metropolitana di Catania. Dalla chiesa di Santa Maria Maggiore è stata rubata una pisside, l’oggetto a forma di coppa con coperchio che contiene proprio le ostie. Per monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di
Pavia, le modalità dell’azione fanno pensare a qualcosa di più di una semplice sottrazione. “Sono sacrilegi gravissimi”, ha definito gli episodi, spiegando che quanto accaduto nella cappella del cimitero
“fa pensare a una voluta profanazione e a una sottrazione intenzionale dell’Eucaristia”. Fonte Tgcom24.