13enne accoltellato a Milano, pusher condannato a 9 anni: “Non poteva sapere che fosse minorenne

1 Settembre 2026 - 19:41

13enne accoltellato a Milano, pusher condannato a 9 anni: “Non poteva sapere che fosse minorenne

È stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione Randi Martinez Despaigne, 28enne di origine cubana, accusato dell’omicidio volontario di un ragazzo di 13 anni avvenuto a Milano nel maggio 2025.

La sentenza è stata emessa in primo grado con rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena. La giudice dell’udienza preliminare Francesca Ballesi ha riconosciuto le attenuanti generiche e non ha applicato l’aggravante legata alla minore età della vittima.

La lite per la qualità dell’hashish

I fatti risalgono al pomeriggio del 16 maggio 2025, nella zona di Porta Venezia. Il 13enne si era recato insieme a un amico di 22 anni ai Bastioni di Porta Venezia per incontrare Despaigne, indicato come il pusher.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, tra i tre sarebbe nata una violenta discussione relativa alla qualità dell’hashish oggetto della trattativa.

Durante la lite, Despaigne avrebbe estratto un coltello e colpito il 13enne, ferendo anche il suo Rottweiler, prima di allontanarsi.

Il ragazzino era stato successivamente accompagnato e lasciato davanti all’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Aveva riportato una grave ferita al costato e la perforazione di un polmone. Nonostante le cure, è morto circa due settimane dopo.

Despaigne è stato individuato e arrestato pochi giorni dopo a Pozzuolo Martesana, nell’abitazione in cui viveva con la madre.

Perché non è stata riconosciuta l’aggravante della minore età

Nelle motivazioni della sentenza, la giudice ha spiegato che l’imputato non avrebbe avuto la consapevolezza della reale età della vittima.

Secondo la ricostruzione riportata nella sentenza, la corporatura del 13enne sarebbe stata compatibile con quella di una persona maggiorenne: il ragazzo era alto circa un metro e 80 e pesava 86 chilogrammi.

Per questo motivo, il mancato riconoscimento della minore età è stato considerato un “errore scusabile” e l’aggravante non è stata applicata.

Le attenuanti riconosciute al 28enne

La giudice ha inoltre riconosciuto le attenuanti generiche considerando diversi elementi, tra cui il fatto che Despaigne abbia sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità e abbia contribuito a far ritrovare l’arma utilizzata.

È stato inoltre considerato il fatto che fosse incensurato.

Nelle motivazioni viene indicato anche che l’imputato non avrebbe agito con l’intenzione diretta di uccidere, ma con dolo eventuale, secondo la qualificazione accolta dalla sentenza.

La Procura aveva chiesto una condanna a 10 anni e 10 mesi, mentre la difesa aveva chiesto la derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale e aveva invocato la legittima difesa.

I familiari del 13enne, costituiti parte civile, hanno invece ritenuto la pena troppo bassa.

Fonte: Fanpage.

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