L’Osservatorio Maturità di Skuola.net, ha interpellato 1.000 diplomandi cercando di capire perché 1 maturando su 3 sta facendo ricorso a tutta la spiritualità che ha in corpo
per cercare di superare l’esame di Maturità. La metà di loro, intensificando la partecipazione a funzioni religiose e preghiere proprio in vista dell’esame. Ma c’è chi ricorre anche a riti profani come ad
esempio: look scaramantici e penne “portafortuna”. La scaramanzia, infatti, passa innanzitutto dal guardaroba: il 23% dei maturandi si presenterà davanti alla commissione indossando accessori
portafortuna ben precisi, come collane o braccialetti, mentre un ulteriore 15% farà affidamento su specifici indumenti “propizi”. Ma la vera formula trionfatrice di quest’anno riporta a uno degli strumenti
chiave per lo svolgimento dell’esame: è la penna “portafortuna”. Ben il 21% dei ragazzi che adotterà un rito scaramantico scriverà il proprio elaborato armato di un inchiostro considerato baciato dal cielo:
un dato clamoroso che fa di questo oggetto il talismano del 2026. Una tradizione, questa, resa celebre dal Santuario di San Gabriele dell’Addolorata nel Teramano, dove da 46 anni si celebrano i 100 giorni alla Maturità
con una messa e annessa benedizione dei “ferri del mestiere”. Un’usanza che, grazie ai social, è diventata virale e si è diffusa in tutto lo Stivale. La fortuna, però, si cerca anche tra i banchi di scuola.
La logistica in aula, per molti, diventerà uno scacchiere strategico: il 10% ha già pianificato di sedersi rigorosamente vicino al “compagno che porta bene”, mentre il 5% punterà ad accaparrarsi il proprio
“banco fortunato”. Entrando nel dettaglio delle pratiche, il 10% accenderà un cero o pregherà un Santo specifico, e un 5% è disposto persino a “fare un fioretto”, sperando che un piccolo sacrificio personale possa valere qualche punto in più sul diploma. Fonte Tgcom24.