Da casalinghe a prostitute: «Mi vendo per dare un futuro ai miei figli»

3 Maggio 2019 - 13:46

Da casalinghe a prostitute: «Mi vendo per dare un futuro ai miei figli»

Da casalinghe a prostitute: «Mi vendo per dare un futuro ai miei figli»

QUATTRO insospettabili signore riminesi, sposate e con figli che hanno deciso di ‘arrotondare’ il bilancio casalingo allestando una sorta di cooperativa a luci rosse, dove in perfetta armonia si dividono le spese dell’alcova e i clienti. Il tutto ovviamente all’insaputa dei loro compagni. Carmen, Sabrina, Consuelo e Giulia (nomi di fantasia) hanno tra 24 e 49 anni, 5 figli in tutto e lavori di copertura normalissimi, che svolgono part time per avere il tempo necessario alla più lucrosa attività a luci rosse. Sono cameriere, colf, bariste, baby sitter. Ma quando indossano i panni delle rispettive identità segrete (o meglio, svestono i panni quotidiani per vestire succinti perizoma) si trasformano in prostitute. Per fare economie di scala si sono associate affittando un piccolo pied-à-terre (sui 600 euro mensili) che utilizzano a turno. Fra lavoro di copertura e quello più ‘antico’ incassano 10mila euro al mese. Ma con i compagni devono far finta di tirare la cinghia…

DOPO essere finite sul giornale vi godete la celebrità, anche se abbiamo utilizzato nomi di fantasia?
«Veramente sì – sorride Carmen, 36 anni…. – visto che stamattina (ieri ndr) verso le dieci il primo cliente si è presentato sbandierando la copia del Carlino: ‘Hai visto che ci sono altre donne sposate che fanno la vita, di nascosto da figli e mariti, proprio come voi?’»
E lei?
«Ho cercato di non ridere e poi gli ho risposto: ‘Già, nel nostro settore la concorrenza non manca’».
Mica gli ha svelato l’arcano?
«No, meglio non scoprire le carte, nella nostra posizione. Teniamo famiglia, come si dice».
Altri commenti?
«Da parte di mio marito e dei miei genitori ovviamente niente, anche se il giornale l’hanno letto, non gli passa neanche per l’anticamera del cervello che si parli di me. Mi ha chiamato invece Sabrina, dopo aver visto gli articoli. Era tutta contenta…».
Perché ha iniziato a fare la prostituta?
«Mi ero stufata della solita vita, guadagnare la miseria di 600 euro al mese pulendo nelle case, che magari arrivavano a 1.000 facendo la cameriera nei fine settimana».
Quindi?
«Lo scorso novembre, insieme a Consuelo, abbiamo messo un annuncio su un sito web specializzato. Con alcune foto molto esplicite, indicando anche le rispettive specialità».
Non ce le spieghi… E com’è andato lo ‘start up’ aziendale?
«Bene fin da subito. Era il novembre 2013. Le richieste si sono moltiplicate. Un po’ grazie al passaparola tra clienti. Un po’ perché abbiamo aumentato le inserzioni hard sui siti, anche alcuni a pagamento. Dopo neanche un anno abbiamo così tanti clienti, molti dei quali fidelizzati, che possiamo anche permetterci dei ‘no grazie’».
Nei confronti di chi?
«Niente stranieri, e neanche anziani».
E magari anche anche belli…
«L’importante è che siano educati e puliti, e che paghino, in anticipo, se non li conosciamo».
Cosa apprezzano di voi?
«La passionalità: a me piace…».
Tipo ‘Bocca di Rosa’, insomma. E poi?
«Il fatto che siamo prostitute non professioniste, casalinghe sposate, con figli. Forse si sentono meno in colpa».
Che età hanno?
«Dai 24 ai 50 e passa. I ragazzi tendono a innamorarsi. Vorrebbero fidanzarsi e farmi smettere. Non ci penso neanche. E poi sono sposata…».
Quanto costate?
«Da 50 a 100 e 200 euro, dipende dal tipo di prestazione. Ma solo sesso protetto, tranne i preliminari. Per una serata intera io prendo 500 euro».
A fine mese quanto fa?
«Arriviamo anche a 8-9mila euro, dipende».
A suo marito cosa racconta quando esce di casa?
«Che vado a fare la spesa, che vedo le amiche, o che devo fare qualche ora di lavoro a chiamata»
Non sospetta niente?
«Non è una volpe».
E tutti questi soldi?
«Mica glieli faccio vedere. Li metto in banca, voglio dare un futuro migliore ai miei figli». (IlrestodelCarlino)