Coronavirus, il ministro: “Dobbiamo tornare a celebrare i funerali, anche solo con pochi parenti”

23 Aprile 2020 - 16:53

Coronavirus, il ministro: “Dobbiamo tornare a celebrare i funerali, anche solo con pochi parenti”

Coronavirus, il ministro: “Dobbiamo tornare a celebrare i funerali, anche solo con pochi parenti”
“Non è umanamente sopportabile impedire le celebrazioni dei funerali alle tantissime famiglie colpite da un lutto. Proporrò al governo di adottare specifici provvedimenti, in vista della fase di graduale riapertura. Dobbiamo poter tornare a celebrare i funerali, seppure alla presenza soltanto degli stretti congiunti”, così il responsabile del Viminale, Luciana Lamorgese, in un’intervista al quotidiano dei vescovi, Avvenire

“Il tema dell’esercizio della liberta’ di culto, cattolico e di altre confessioni religiose – ha aggiunto l’ex prefetto di Milano – è stato alla mia attenzione fin dall’insorgere dell’emergenza coronavirus e credo che sia arrivato il momento di di compiere un passo concreto in questa direzione, seguendo le modalità che l’Autorità Ecclesiastica riterrà di applicare nel rispetto delle misure di distanziamento fisico dei partecipanti”.

“I continui e proficui contatti con la Conferenza episcopale italiana – prosegue il ministro dell’Interno – ci hanno permesso di tracciare le prime indicazioni per lo svolgimento in sicurezza delle funzioni religiose, seppure senza la presenza dei fedeli a causa della grave situazione epidemiologica. Adesso però, in considerazione di un quadro sanitario in parziale miglioramento, sono allo studio del governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto”.

E’ notizia di ieri quella del cosiddetto “campo 87″ nel cimitero Maggiore di Milano, un’area destinata ad ospitare i deceduti per coronavirus, per i quali non sono state date disposizioni per la sepoltura (anche a causa del lockdown) entro 5 giorni dal decesso Nel campo 87, a Musocco, sono state sepolte decine di persone morte e non reclamate dalla famiglia.

Vuoi perché sono tutti bloccati dalle restrizioni nazionali, oppure perché chi è morto non aveva nessuno. In questo campo il comune guidato da Beppe Sala ha potuto ordinare solo una piccola benedizione per le salme.

Nell’intervista al quotidiano cattolico, Lamorgese spiega anche che il tema della regolarizzazione per gli immigrati impiegati nel settore agricolo è all’attenzione del governo”.

“Si tratta di far emergere dall’irregolarità tanti lavoratori italiani e stranieri che spesso sono impiegati in contesti di grave precarietà sociale e sanitaria, soprattutto con riferimento ai settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. In tal modo, osserva il ministro – si auspica di poter far fronte alla domanda di manodopera in quei comparti, come sollecitato anche dalle associazioni imprenditoriali”.
Fonte: tgcom24.mediaset.it