Coronavirus, dipendente Amazon morto: lavorava nel magazzino

15 Aprile 2020 - 13:36

Coronavirus, dipendente Amazon morto: lavorava nel magazzino

In California, un dipendente Amazon è morto per colpa del Coronavirus. L’uomo lavorava nel magazzino del colosso dell’e-commerce e si sospetta sia stato vittima delle condizioni di lavoro.

Sono diversi infatti gli impiegati che hanno denunciato criticità nella gestione lavorativa durante la pandemia, senza dispositivi di protezione individuale.

Come conseguenza delle proteste da parte dei dipendenti, ci sono stati licenziamenti per “ripetute violazioni delle politiche interne”, fino alla morte di Gerard Tuzara. A diffondere la triste notizia della morte è stato Business Insider, ma in seguito è avvenuta la comunicazione ufficiale da parte di un portavoce Amazon.

Gerard, 35 anni, era operations manager presso il magazzino Amazon di Hawthorne, California, nei pressi dell’aeroporto. Veterano della Air Force americana, è stato purtroppo il primo impiegato dell’azienda a morire per Coronavirus: ancora non si sa dove avrebbe contratto la pandemia.

Il suo ultimo giorno di lavoro è stato il 6 marzo 2020, perché si è poi recato in Messico fino al 20 marzo per passare le meritate ferie. Il suo ultimo giorno di lavoro è stato il 6 marzo 2020, perché si è poi recato in Messico fino al 20 marzo per passare le meritate ferie.

Una settimana dopo il rientro, Tuzara ha iniziato a sentirsi male, con sintomi simil influenzali, ed è stato ricoverato in ospedale, dov’è morto il 31 marzo 2020.

“Siamo costernati dalla perdita di uno dei nostri manager a Hawthorne”, ha dichiarato un portavoce Amazon, “I nostri pensieri e condoglianze vanno ai suoi cari”. Diversi i messaggi lasciati davanti alla casa di Tuzara e persino sul posto di lavoro, da parte di colleghi e amici che lo ricordano con amore.

Nel frattempo, Amazon ha comunicato l’apertura di 75mila posti di lavoro in tutto il mondo. La notizia è stata diffusa dallo stesso Jeff Bezos, alla guida dell’azienda. Fonte: Notizie.it.