Politica

Centrodestra, la crisi fa stizzire i leader. Salvini: “Le divisioni non si ripetano”

Centrodestra, la crisi fa stizzire i leader. Salvini: “Le divisioni non si ripetano”

Comunali, il centrosinistra predomina per il secondo turno: conquistate Verona, Parma, Piacenza, Monza, Alessandria, Catanzaro. Il centrodestra tiene Lucca e Sesto San Giovanni. Affluenza in calo

Atmosfera rovente tra le file del centrodestra: dopo la clamorosa sconfitta elettorale in cui diversi comuni sono stati strappati con prepotenza dai candidati di centrosinistra, la crisi in atto assume un profilo ancora più marcato e che desta preoccupazioni per il futuro delle coalizioni. Il centrodestra, che al primo turno aveva conquistato Genova, Palermo e L’Aquila, conclude il secondo turno con la vittoria a Lucca, Sesto San Giovanni e Frosinone. Le tensioni politiche tra gli alleati sono destinate, nelle prossime ore, ad aumentare: specie in seguito al risultato di Verona, città tradizionalmente di centrodestra dove uno scontro interno ha contribuito al trionfo — imprevisto, fino a poche settimane fa — di Tommasi. L’ex calciatore sarà il prossimo sindaco di Verona e consegna al centrosinistra una città che da quindici anni era una roccaforte incontrastata del centrodestra. Tommasi ha conquistato il 53,4 per cento dei voti, contro il 46,6 per cento del sindaco uscente, Federico Sboarina.

I risultati delle elezioni comunali

Amaro e, sotto certi aspetti inaspettato, il disastro di un secondo turno che fa da contraltare alle vittorie di Palermo e Genova del primo. Nel centrodestra, ergo, perdono tutti. Perde Giorgia Meloni, leader del partito più votato, il cui candidato Federico Sboarina non si riconferma sindaco a Verona consegnando una città di destra a Damiano Tommasi. Perde Silvio Berlusconi, che pur vedendo eletti due sindaci vicini(Gorizia e, a sorpresa, Lucca), subisce un’umiliazione nella «sua» Monza, e perde anche Matteo Salvini, visto che la sua Lega non si dimostra più trainante al Nord, dove la coalizione vince solo un capoluogo sugli 8 al voto.

Le ragioni della crisi

La crisi della coalizione di centrodestra si è rafforzata con l’avvenuta rielezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, con il Carroccio e gli azzurri impegnati a rieleggere Mattarella come Capo dello Stato e Giorgia Meloni contraria al bis. “Il centrodestra da rifondare è quello a cui lavoro io da oggi. Per non essere più trattati dall’alto in basso da una sinistra sempre più presuntuosa: polverizzato in Parlamento ma maggioranza nel Paese. Nulla è perduto, non vi abbattete, ma lavoriamo, non bisogna piegarci”, dichiara Meloni. Prosegue poi la presidente di FdI: “Chiederò a Berlusconi e Salvini di vederci il prima possibile per evitare ulteriori divisioni”. In quella sede, dovranno dimostrare che è possibile costruire una coalizione e riuscire lì dove a livello locale, divisi, hanno fallito. Il tempo a disposizione non è molto considerando che in autunno si vota per le regionali in Sicilia e la riconferma della corsa del governatore uscente Musumeci (sempre per divisioni interne al centrodestra) è tutt’altro che scontata.

Ad alimentare questa fase altalenante degli equilibri tra i partiti, pesa l’esito negativo del referendum sulla giustizia, proposto dalla Lega, che proponeva un netto ribaltamento del modello attuale, con la responsabilità civile diretta dei magistrati, con la separazione delle carriere, la riforma del Csm. Ed è proprio nella sua Milano che si registra l’affluenza più bassa di tutta l’Italia, al di sotto della media nazionale.

“Un progetto liberale, cristiano, europeista, garantista, che rende Forza Italia qualcosa di unico nella storia e nell’attualità della politica italiana, la chiave di volta di un centrodestra di governo, l’espressione in Italia della maggiore famiglia politica europea, il Partito popolare europeo”, fa eco Silvio Berlusconi alle critiche di chi considera il suo storico partito fuori da ogni progetto politico del futuro centrodestra.