Dopo che il Tar campano ha disposto lo stop a tutte le attività per il Grand Hotel La Sonrisa, i Polese dichiarano per l’ennesima volta, battaglia alle sentenze. “La famiglia Polese, e in particolare la società La Sonrisa
è fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso”. Così la direzione del Grand Hotel, in una nota, ha ribadito lo sguardo positivo dei Polese sul futuro del “castello delle cerimonie”. Tramite i legali, poi, hanno
chiesto che la magistratura torni sui suoi passi in merito all’immediata cessazione delle attività: “Rischia di produrre conseguenze gravi e irreversibili sul piano occupazionale, economico e sociale,
coinvolgendo centinaia di lavoratori, famiglie e attività del territorio. Senza contare il danno irreparabile che subirebbero persone del tutto estranee ai fatti e prive di responsabilità: i clienti”.
La soluzione ottimale, secondo la famiglia Polese, sarebbe permettere la prosecuzione temporanea delle attività “sino alla definitiva pronuncia del Consiglio di Stato”. Era di lunedì la notizia che, dopo la sentenza
della settima sezione del Tribunale amministrativo regionale della Campania, il “castello delle cerimonie” avesse perso tutte le licenze per attività alberghiera e ristorazione. Automatico, dunque, lo stop a
tutte le attività. Lo aveva anticipato la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, comunicando al contempo l’emissione di una nuova ordinanza di sgombero dei locali. In un primo momento,
infatti, la scorsa settimana erano stati svuotati gli immobili a uso abitativo del Grand Hotel. Il nome del “castello delle cerimonie” è presente però in diversi altri procedimenti. In sede penale è pendente
presso la Corte di appello di Roma una nuova richiesta di revisione, mentre il prossimo 9 luglio la Cassazione si riunirà in udienza per un altro procedimento: entrambi instaurati da Concetta Polese e
finalizzati alla cancellazione della confisca collegata alla condanna per lottizzazione abusiva. “L’esito positivo dei procedimenti in sede penale – hanno sottolineato i Polese nella nota – cancellerebbe di colpo tutti i
problemi amministrativi che stanno avendo i proprietari del castello delle cerimonie”. In una nota la famiglia, da anni impegnata in una sfida con la magistratura per il destino del celebre set del programma
“Il castello delle cerimonie”, ha già annunciato di voler “proporre immediato appello innanzi al Consiglio di Stato”. La speranza per la famiglia di Sant’Antonio Abate è di mantenere in vita le attività, almeno finché i giudici amministrativi di secondo grado non si saranno espressi. Fonte Tgcom24.