Una giornata decisiva per gli sviluppi del “giallo di Garlasco”, che a distanza di quasi vent’anni continua a produrre colpi di scena. Oggi, 6 maggio 2026, Andrea Sempio si è presentato in Procura a Pavia accompagnato dai suoi legali, Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Il 38enne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, era stato convocato per un interrogatorio formale ma, come previsto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo la Procura di Pavia, la posizione di Sempio è estremamente pesante. I magistrati lo ritengono l’unico responsabile del delitto del 13 agosto 2007, contestandogli l’aggravante della crudeltà per l’efferatezza dei colpi inflitti (almeno 12 lesioni tra cranio e volto) e quella dei motivi abietti. In particolare, il movente sarebbe da ricercare in un presunto odio maturato verso Chiara a seguito di un rifiuto a un approccio sessuale. Tuttavia, la difesa continua a respingere ogni accusa, definendo gli indizi raccolti non sufficienti a ribaltare una verità processuale già scritta.
Di conseguenza, l’attività investigativa sta procedendo a ritmo serrato per blindare il nuovo impianto accusatorio. Nella giornata di ieri sono state ascoltate le sorelle Cappa (cugine di Chiara) come persone informate sui fatti, mentre oggi è previsto il secondo interrogatorio per Marco Poggi, fratello della vittima e grande amico di Sempio all’epoca dei fatti. Inoltre, l’esito di questi accertamenti potrebbe essere il grimaldello per la richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi, che sta attualmente scontando la condanna definitiva a 16 anni nel carcere di Bollate.
In conclusione, il silenzio di Sempio davanti ai PM sposta ora l’attenzione sulle prove tecniche e sulle testimonianze raccolte in queste ore. Se le accuse di “odio e crudeltà” dovessero trovare riscontri oggettivi, si aprirebbe uno dei casi di errore giudiziario (o di revisione tardiva) più clamorosi della storia recente italiana.
fonte: fanpage.it