Addio a Evaristo Beccalossi: il ‘Becca’ si spegne a 69 anni. Il calcio piange il genio mancino dell’Inter

6 Maggio 2026 - 9:15

Addio a Evaristo Beccalossi: il ‘Becca’ si spegne a 69 anni. Il calcio piange il genio mancino dell’Inter

Il mondo del calcio e il popolo nerazzurro sono in lutto per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, morto nella notte tra il 5 e il 6 maggio 2026 presso la clinica Poliambulanza di Brescia. Lo storico numero 10 dell’Inter, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio, si è spento dopo una lunga battaglia iniziata nel gennaio 2025, a seguito di un grave malore che lo aveva fatto precipitare in un coma da cui non si era mai ripreso completamente. In particolare, la sua Brescia, città dove era nato e cresciuto calcisticamente, ha dato l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più talentuosi e amati.

Secondo la memoria sportiva, Beccalossi è stato l’essenza pura del numero 10: geniale, incostante, capace di giocate che sfidavano la logica e di pomeriggi indimenticabili, come la doppietta nel derby sotto la pioggia nel 1979. Infatti, con la maglia dell’Inter ha collezionato 216 presenze e 37 reti, diventando uno dei pilastri della squadra che vinse lo scudetto 1979-1980. Tuttavia, la sua carriera non è stata solo legata ai colori nerazzurri: partì dal Brescia per poi tornarvi, chiudendo una parabola che lo ha visto essere protagonista anche come dirigente e opinionista televisivo, sempre con quel pizzico di ironia bresciana che lo rendeva unico.

Di conseguenza, da stamattina si rincorrono i messaggi di cordoglio da parte di ex compagni, società e tifosi di ogni bandiera. L’Inter lo ha ricordato come “il genio che faceva sognare San Siro”, sottolineando come la sua classe cristallina rimarrà per sempre scolpita nella storia del club. Inoltre, le condizioni critiche dell’ultimo anno avevano già preparato l’ambiente a una notizia dolorosa, ma il vuoto lasciato dal “Becca” resta incolmabile per chiunque ami il calcio romantico fatto di estro e fantasia. In conclusione, con lui se ne va un pezzo di storia del calcio italiano, un artista del pallone che ha saputo farsi voler bene anche fuori dal rettangolo verde.

fonte: ilMattino

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