Bagnoli, obiettivo raggiunto per la Coppa America: «Messa in sicurezza all’85%, pronti per maggio»

9 Ottobre 2026 - 22:41

Bagnoli, obiettivo raggiunto per la Coppa America: «Messa in sicurezza all’85%, pronti per maggio»

Al convegno dell’Università Parthenope Davide Pelenghi (Greenthesis) mette in relazione l’imponente lavoro di bonifica in corso nel sito strategico di Bagnoli e il successo della Coppa America a Napoli.

NAPOLI 8 OTTOBRE 2026 – Una sfida ingegneristica, ambientale e logistica senza precedenti per restituire Bagnoli alla città e portarla sotto i riflettori della vela mondiale. Così Davide Pelenghi, rappresentante di Greenthesis, capofila del Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI formato anche daEnirewind, RCM, SIRAI,Semataf e Vianini), al convegno «Sinergie per la sorveglianza, la rigenerazione e lo sviluppo sostenibile del territorio», organizzato dall’Università Parthenope nella cornice di Villa Doria d’Angri.

Alla presenza dei vertici delle istituzioni, della magistratura e degli enti di controllo — dal Commissario per la Terra dei Fuochi Giuseppe Vadalà al prefetto Michele Di Bari ai rappresentanti della magistratura —, Pelenghi ha illustrato i dettagli di un cantiere straordinario che sta trasformando una storica ferita industriale nel teatro della 38ª America’s Cup. 

Il grande ritorno della Vela nel Golfo: un volano strategico per Napoli

L’approdo dell’America’s Cup a Bagnoli non rappresenta soltanto una competizione sportiva di vertice, ma segna una vera e propria svolta d’immagine e di sviluppo per l’intera area metropolitana. Dopo le memorabili tappe dell’America’s Cup World Series del 2012 e 2013 lungo via Caracciolo, il ritorno dei più prestigiosi team velici internazionali porta il baricentro dell’evento direttamente sul litorale flegreo, consacrando il Golfo di Napoli come uno dei campi di gara naturali più affascinanti e tecnici al mondo.

L’evento si prefigura come uno straordinario acceleratore economico e turistico: oltre alle ricadute dirette nei settori dell’accoglienza, della nautica da diporto e dei servizi, la visibilità globale delle regate permetterà di mostrare a una platea internazionale di milioni di spettatori il riscatto di un territorio a lungo penalizzato. La Coppa America diventa così il detonatore per accelerare opere pubbliche e infrastrutture che altrimenti avrebbero richiesto decenni, dimostrando come lo sport di grandi dimensioni possa farsi leva di rigenerazione urbana sostenibile.

La svolta della Cassa di Colmata e la corsa per maggio 2027

«Un’esperienza imponente e complessa», ha esordito Pelenghi ripercorrendo i passaggi chiave che, dall’accelerazione di dicembre firmata con la Struttura Commissariale e Invitalia, hanno impresso una svolta decisiva alle opere. 

Il cambio di paradigma principale ha riguardato la Cassa di Colmata: superata la prospettiva di un’asportazione integrale da 2 milioni di metri cubi di materiali, si è passati a una messa in sicurezza permanente con un capping ( sigillatura dell’area di colmata) per eliminare rischi per l’ambiente e la popolazione. Un’operazione strategica che garantisce quindi la tutela ambientale e rende subito fruibile la superficie per le competizioni sportive. 

«Ad oggi siamo oltre l’85% della messa in sicurezza e già in piena fase di costruzione delle basi operative per le imbarcazioni», ha confermato Pelenghi. 

I numeri dell’opera e il rigore dei controlli

I dati presentati da Pelenghi restituiscono la portata dell’intervento condotto dal Raggruppamento di Imprese:

– 700.000 m² di capping protettivo isolante realizzati sul terreno; 

 – 408.000  tonnellate di materiali naturali terrigeni provenienti da cave campane movimentati e stesi a copertura per creare le basi per piattaforme dei team; 

– 6 basi operative in via di completamento per ospitare i team internazionali della Coppa America; 

– 800 viaggi di bilici al giorno impiegati nei momenti di massimo picco logistico per il trasporto dei materiali. 

Sul fronte della tutela della salute, Pelenghi ha posto l’accento sul rigore delle procedure: «Siamo stati sottoposti a controlli ambientali dagli enti di controllo e dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei lavoratori e della popolazione 24 ore al giorno con stazioni di rilevamento polveri e rumore fisse e mobili oltre ad aver garantito h24 il presidio con autobotti per la bagnatura e lavaggio delle strade. Vedere le preregate a Napoli settimana scorsa, conclude Pelenghi, sono state motivo di orgoglio e consapevolezza di come una squadra ben capitanata e sinergicamente coinvolta con Enti, Governo, Istituzioni e aziende preparate, possa raggiungere traguardi ambiziosi».