È finita ad Alicante, in Spagna, la latitanza di Pietro Izzo, 60 anni, ritenuto dagli investigatori il reggente del clan Clan Licciardi. L’uomo era irreperibile dal 25 giugno 2025, giorno in cui nei suoi confronti era stato emesso un decreto di fermo con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Dopo quasi un anno di ricerche, Izzo è stato rintracciato e arrestato grazie a un’operazione congiunta della Polizia di Stato italiana e della Policia Nacional spagnola.
L’arresto è stato eseguito dal Grupo Localizacion della Udyco della Comisaria General de Policia Judicial, in collaborazione con gli investigatori italiani impegnati nella caccia al latitante. Secondo quanto emerso dalle indagini, Izzo avrebbe potuto contare su una rete di favoreggiatori che gli ha consentito di sottrarsi alla cattura per diversi mesi, spostandosi e mantenendo contatti riservati all’estero.
Determinante per localizzarlo è stata l’attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dalla Sezione Catturandi della Squadra Mobile partenopea, con il supporto di ENFAST Italia, Europol e della Polizia di Frontiera aerea di Capodichino. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sui movimenti dei familiari più stretti del boss, individuando alcuni preparativi sospetti per un viaggio in Spagna.
Proprio il monitoraggio di questi spostamenti avrebbe consentito agli inquirenti di risalire al nascondiglio del latitante. Pietro Izzo è stato infine bloccato ad Alicante mentre si trovava in compagnia di alcuni parenti. L’arresto rappresenta un duro colpo per il clan Licciardi, storicamente tra le organizzazioni camorristiche più influenti dell’area nord di Napoli e inserito nell’Alleanza di Secondigliano.
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