Durante gli scavi presso un sito archeologico in Egitto è stato trovato un frammento dell’Iliade di Omero all’interno di una mummia di epoca greco-romana. Gli archeologi dell’Istituto del Vicino Oriente
Antico (IPOA) della Facoltà di Filologia e Comunicazione dell’Università di Barcellona, impegnati negli studi sul ritrovamento vogliono capire se il ritrovamento è un significato simbolico o
forse uno più religioso legato al culto dei morti. Il In un primo momento si era pensato a un’imbalsamazione romana di circa 1.600 anni fa, nella città egiziana di al Bahnasa, l’antica Ossirinco, e in particolarea
un testo destinato ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell’aldilà. A risolvere il giallo Gianluca Miniaci, egittologo dell’Università di Pisa: “E’ un ‘semplice’ elemento funzionale alla
mummificazione”. L’egittologo Miniaci ha chiarito il recente ritrovamento avvenuto nella necropoli di Ossirinco, nella tomba 65 del settore 22, di una mummia di epoca romana che presentava un elemento
insolito: un papiro posto sull’addome come parte del rituale di imbalsamazione. In precedenti campagne, la Missione Archeologica di Ossirinco aveva già documentato papiri scritti in greco in
posizioni simili, ma tutti di contenuto magico o rituale. Un testo letterario come l’Iliade non era mai stato rinvenuto in questo contesto. Il sito non è lontano dall’area in cui l’ateneo pisano conduce
ricerche archeologiche dal 2015. La scoperta, effettuata da una missione archeologica spagnola a Ossirinco, nel governatorato di Minya, aveva riportato alla luce una tomba romana con numerose
mummie e oggetti preziosi, tra cui un papiro contenente un passo del secondo libro dell’Iliade, il cosiddetto “Catalogo delle navi” (II, 494-759), che elenca i contingenti greci diretti a Troia, uno dei testi più emblematici
della letteratura occidentale. Un ritrovamento eccezionale, come sottolineato: è la prima volta nella storia dell’archeologia che viene rinvenuto un testo letterario greco deliberatamente
incorporato nel processo di imbalsamazione di una mummia. Un rinvenimento che inizialmente poteva suggerire un significato simbolico o religioso legato al culto dei morti, ma che invece ha una spiegazione del
tutto diversa. “Al contrario di quello che si suppone, questo frammento non indicava l’idea di portarsi una parte dell’Iliade nel proprio percorso funerario, si tratta piuttosto di un papiro utilizzato come
materiale per riempire l’addome ed evitare il cedimento della pelle e dei tessuti dopo la rimozione delle viscere, un po’ come se noi avessimo utilizzato dei vecchi fogli di giornale”, spiega Miniaci.
Il papiro, dunque, non aveva una funzione simbolica o religiosa, bensì una funzione pratica, per stabilizzare il corpo del defunto nel processo di imbalsamazione. Fonte Tgcom24.