Ancora una volta, nel pieno della stagione turistica, un’attività commerciale di Acciaroli è stata costretta a fermarsi per l’interruzione simultanea della fornitura di energia elettrica e della connessione Internet. È quanto denunciato pubblicamente sui canali social dall’imprenditore Fabio, titolare della catena “Da Fabio Cornetteria Italiana”, che ha documentato con alcuni video il proprio locale al buio e privo di connettività, di fatto inagibile e nell’impossibilità di servire la clientela.
Il caso assume un rilievo che va oltre il singolo episodio. L’imprenditore ha scelto di adottare per il proprio punto vendita la formula del locale integralmente cashless, in coerenza con gli indirizzi europei in materia di digitalizzazione dei pagamenti e di tracciabilità delle transazioni. Una scelta di trasparenza e di modernizzazione che, in assenza di corrente elettrica e di linea dati, si traduce paradossalmente nell’impossibilità materiale di incassare e quindi di lavorare. A ciò si aggiunge il rischio, tutt’altro che teorico, del deperimento delle materie prime e del danneggiamento delle attrezzature refrigerate.
Va ricordato che l’apertura del pop-up estivo ha comportato investimenti significativi in macchinari, impianti e tecnologia, sostenuti nella legittima aspettativa di poter contare su servizi essenziali continuativi. Quegli investimenti restano oggi improduttivi per cause del tutto estranee alla volontà e alla diligenza dell’imprenditore.
La domanda che il territorio è legittimato a porre è semplice: come si può sviluppare il turismo se non si ha cura del turismo? Il Cilento, e Acciaroli in particolare, rappresentano un patrimonio riconosciuto a livello internazionale, meta di flussi crescenti nei mesi estivi. Ma nessuna strategia di promozione, nessun brand territoriale e nessuna candidatura può reggere se vengono meno le condizioni infrastrutturali minime: energia elettrica e connettività. Sono queste, oggi, le vere infrastrutture di base dell’ospitalità, al pari della viabilità e della gestione dei rifiuti. La loro intermittenza nei mesi di massima affluenza non è un inconveniente: è un costo scaricato integralmente sulle imprese e, indirettamente, sull’immagine dell’intero comprensorio.
Si chiede pertanto alle amministrazioni competenti, al gestore della rete di distribuzione elettrica e agli operatori di telecomunicazione un intervento strutturale e non emergenziale, che comprenda la verifica dell’adeguatezza delle reti rispetto ai picchi stagionali di carico, un programma di potenziamento con tempi certi, canali di comunicazione tempestivi verso le attività colpite e la valutazione delle forme di ristoro dei danni subiti dagli operatori economici.
Le imprese del Cilento hanno investito, innovato e assunto. Chiedono ora che il territorio faccia la propria parte.
Acciaroli senza corrente e senza Internet: l’ennesimo disservizio mette in ginocchio le imprese del Cilento
11 Agosto 2026 - 16:51
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