38enne muore dopo giorni di agonia: dimessa più volte dal pronto soccorso per una presunta puntura d’insetto

29 Ottobre 2026 - 9:06

38enne muore dopo giorni di agonia: dimessa più volte dal pronto soccorso per una presunta puntura d’insetto

Un dramma assurdo che lascia senza parole, consumato in pochi giorni tra accessi in ospedale, dimissioni frettolose e un dolore che non accennava a diminuire. È la storia di Sabrina Gigliotti, una donna di 38 anni di

Ostia, morta dopo un’agonia durata otto giorni a seguito di quella che, secondo i primi sospetti, potrebbe essere la conseguenza del morso di un ragno violino mai diagnosticato in tempo. Sulla vicenda,

ora, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sulle responsabilità dei medici. Tutto sarebbe iniziato a settembre, quando Sabrina si era rivolta per la prima volta all’ospedale Grassi

di Ostia. Una gamba punta da un insetto aveva cominciato a gonfiarsi in modo anomalo, provocandole fitte fortissime. Inizialmente i sanitari le avevano prescritto una cura antibiotica, rivelatasi però del

tutto inefficace. Vista la situazione, la trentottenne aveva cercato un altro parere al Celio di Roma, dove un chirurgo le aveva medicato la ferita, senza però disporre accertamenti più approfonditi.

La situazione, anziché migliorare, è precipitata drasticamente. Il 18 ottobre Sabrina era tornata al Grassi, costretta a muoversi con le stampelle a causa della gamba bloccata dal dolore. A quel punto si

erano aggiunti altri sintomi preoccupanti: dolori lancinanti alla schiena, alle articolazioni e un bruciore fortissimo all’addome. Nonostante il quadro clinico complesso, i medici l’avevano dimessa

un’altra volta, diagnosticandole un semplice dolore lombare e prescrivendole una risonanza magnetica da fare in seguito. Tre giorni dopo, però, la donna non riusciva neppure più a parlare. All’alba del 21

ottobre, disperata, la cugina ha chiamato il 118. Di nuovo al Grassi, i medici si sono finalmente resi conto della gravità della situazione: un’infezione del sangue devastante. Intubata e trasferita d’urgenza

allo Spallanzani e poi al San Camillo, per Sabrina non c’è stato nulla da fare. I polmoni compromessi, la necrosi e il cedimento a catena di cuore, fegato e reni

l’hanno strappata alla sua famiglia il 25ottobre. Ora i familiari vogliono vederci chiaro e hanno presentato un esposto. Sarà l’autopsia disposta dalla Procura a stabilire

con certezza le cause del decesso e a chiarire se quel morso di ragno invisibile e sottovalutato abbia davvero innescato la tragica reazione fatale. Fonte TGcom24.