Sono sette gli italiani coinvolti nel grave incidente ferroviario avvenuto in Spagna, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati nella mattinata di mercoledì 28 ottobre, provocando decine di morti e oltre cento feriti. Tra i connazionali risultano due donne disperse e una persona ricoverata in ospedale per le ferite riportate.
A comunicarlo è stata la Farnesina, che nella serata di oggi ha aggiornato il bilancio dei cittadini italiani coinvolti, inizialmente indicati in cinque. Le informazioni, tuttavia, restano ancora parziali e non definitive, perché sono in corso le verifiche sugli elenchi dei passeggeri dei convogli AVE di Renfe e Iryo e sui ricoveri negli ospedali spagnoli.
Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri, quattro italiani sarebbero in buone condizioni generali, mentre un altro connazionale è ricoverato, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Restano invece senza notizie due donne che viaggiavano sui treni coinvolti nello scontro.
La maggior parte degli italiani identificati finora risiederebbe all’estero e sarebbe iscritta all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Una delle donne disperse è originaria di Pistoia, in Toscana, ma vive in Spagna. Tra gli altri connazionali coinvolti figurano persone originarie di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza.
La Farnesina, in coordinamento con l’Ambasciata e il Consolato generale a Madrid, continua a seguire la situazione. Su richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, una squadra del Consolato proseguirà le visite negli ospedali della zona e nei centri di raccolta dei superstiti per raccogliere informazioni e fornire assistenza.
Per segnalazioni e richieste di aiuto è possibile contattare l’Unità di Crisi al numero +39 06 36225 oppure il Consolato generale d’Italia a Madrid al numero di emergenza +34 629 842 287.
Intanto, il bilancio provvisorio della tragedia parla di 68 morti accertati e oltre cento ricoverati, tra cui almeno 18 in condizioni gravissime. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguiranno per tutta la notte, mentre la Guardia Civil utilizza mezzi pesanti e droni con sensori termici per individuare eventuali persone ancora intrappolate nei vagoni.
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