Secondo un’analisi della società Cirium ripresa dal Financial Times, sono circa 12.000 i voli che le compagnie aeree hanno cancellato nel mese di maggio. La causa principale è l’aumento dei prezzi del carburante determinata dalla guerra in Iran: un rincaro dell’84% rispetto ai prezzi precedenti all’inizio della guerra.
Secondo quanto svelato da Reuters, l’attuale problema non è la carenza del carburante ma, appunto, un problema di costi. Oltre alla cancellazione dei voli, altro accorgimento è stato quello dell’aumento dei costi dei biglietti.
Le compagnie che ne hanno cancellati di più sono state la tedesca Lufthansa, la Turkish Airlines e la cinese Air China.
Un ulteriore destabilizzazione è stata la chiusura temporanea di molti aeroporti nel golfo persico: aeroporti molto funzionali a scali per voli intercontinentali. Attualmente, seppur riaperti, il numero di passeggeri è notevolmente diminuito.
Molte compagnie, inoltre, hanno sostituito gli aeromobili con modelli caratterizzati da un minor numero di posti.
Fonte: IlPost