Al Palazzo Fazio va di scena “Evelyn” di Giacomo Gamba

7 Maggio 2023 - 14:21

Al Palazzo Fazio va di scena “Evelyn” di Giacomo Gamba

L’Opera Teatrale tratta dal racconto fiaba de “La linfa di Evelyn” di Giacomo Gamba, si potrà rivivere domenica 14 maggio alle ore 19 nella sala teatro del Palazzo Fazio di Capua con lo spettacolo “Evelyn” nell’ambito della quinta edizione del “FaziOpenTheater” Rassegna Nazionale di Teatro – Danza – Arti Performative, diretta da un’inarrestabile propensione del direttore artistico Antonio Iavazzo. Regia di Giacomo Gamba. E’ prodotto dall’associazione LLUM e Piccolo Teatro Libero di Brescia. Evelyn è un atto unico senza parole. Uno spettacolo (visual theatre), dal forte impatto drammatico, a tratti comico, buffo, sicuramente poetico e magico. Con questo sedicesimo spettacolo (Sezione Teatro) Antonio Iavazzo e Gianni Arciprete vogliono stupire gli appassionati e non di teatro. L’anima solitaria di Evelyn tenta di sopravvivere in tutti i modi al mondo tecnologico e rinchiusa all’interno di una lavatrice le parole dello spettacolo sono affidate al movimento del suo corpo e al cellulare, punto di riferimento con l’ambiente esterno. Muta da non avere rapporti con gli altri riflettendo molto la chiusura forzata del lockdown durante la Pandemia che si è vissuti. Un’osservazione di noi stessi con il video e il telefono gli unici punti di collegamento con l’esterno. 

REGIA
Giacomo GAMBA
INTERPRETE
Elena GUITTI
PARTECIPAZIONE VIDEO
Fabio BONORA – Gaia SCOPO ​

NOTE
Proprio come accade nel racconto anche nell’azione scenica Evelyn, la protagonista, si trova a vivere in una situazione estrema, rinchiusa dentro uno spazio angusto, manipolata e bombardata da una costante presenza di messaggi e informazioni che le giungono attraverso uno schermo che ormai fa parte integrante della sua casa e della sua vita. La sua realtà è sicuramente lesa e indirizzata verso un’illusione vitale. Evelyn non può essere se stessa, è sola e indotta. La presenza costante d’immagini veicolate e innaturali la sottopone a un pesante condizionamento che la trasforma in altro da sé inducendola a credere appunto in ciò che non è reale. Una trasformazione che è fisica e mentale, che la inibisce e la stordisce fino a renderla a tratti comica, buffa, tragica. Un viaggio drammatico lungo una giornata quotidiana, scandita da finti riti, che mostra la fragilità umana di fronte ai modelli imposti, ma che anche ci accompagna verso la riscoperta della Natura (quella umana più profonda), qui rappresentata simbolicamente dall’albero, che prende le distanze dal nostro assurdo e nocivo modo di vivere, che non si adegua alla distorsione della realtà. L’albero osserva, rimane se stesso, al fine accoglie l’essere umano ormai in fuga disperata dalla gabbia che si è costruito, per riportarlo alla realtà naturale del suo essere al mondo.

Info – Prenotazioni
Antonio Iavazzo – 3389924524 – info@antonioiavazzo.it
Gianni Arciprete – 3343638451 – gianniarciprete@libero.it