Il professor Massimo Galli indagato per associazione a delinquere con altri 32

Massimo Galli, il famoso virologo e primario di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è tra i 33 indagati dell’operazione “Laurus "
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2 mesi fa - 5 Ottobre 2021

Associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falsità, materiale commesso dal pubblico ufficiale.

Sono queste le accuse rivolte ,
a vario titolo a 33 persone,
di cui 24 professori universitari, denunciati in stato di libertà.

I docenti insegnano in importanti università della provincia di Milano, Pavia, Torino, Roma e Palermo.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nas di Milano, sono partite
a marzo 2018.

Avrebbero favorito alcuni partecipanti ai concorsi.

In quel periodo è arrivata ,
la segnalazione di presunte irregolarità, nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso,
alla facoltà di medicina e Odontoiatria dell’Università Statale di Milano.

Sarebbero stati contestati ,
diversi episodi ,in cui ,
ci sarebbero stati dei condizionamenti per le assunzioni di docenti ordinari, associati, assistenti e dirigenti ospedalieri.

Queste sarebbero avvenute in base a criteri non basati sul merito,
ma per favorire delle persone specifiche.

I candidati sarebbero stati scelti sia attraverso una “profilazione” ,
dei bandi di concorso basati, così
sulla persona prescelta, ma anche,
per decisione dei membri delle commissioni dei concorsi.

Tra gli indagati anche Massimo Galli

Tra gli indagati ci sarebbe anche Massimo Galli, il noto virologo,
e primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano.

Nella mattinata di oggi, martedì 5 ottobre, sono state svolte tutte le perquisizioni.

In particolare, è stata richiesta ,
la consegna di atti e documenti ,
ed è stato emesso un decreto di esibizione di documentazione in originale.

Il quale prevede ,anche l’acquisizione dei contenuti ,di 29 e-mail, tra quelle personali e quelle utilizzate negli Atenei.

Le indagini partite dalle denunce degli esclusi

Le indagini sono partite da alcune segnalazioni ed esposti di coloro che rimanevano esclusi dai concorsi.

I bandi , spiega il tenente colonnello dei Nas di Milano, Salvatore Pignatelli erano “profilati”, in base al curriculum vitae dei candidati , a loro favoriti così da poter inserire ,queste persone in punti strategici.

“In alcune circostanze si andava ben oltre i caratteri meritocratici.

Erano situazioni che limitavano la partecipazione di altri candidati”.

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