Ucciso e Dimenticato. La storia del piccolo Daniele stuprato a 3 anni

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3 anni fa - 13 Settembre 2018

Ucciso e Dimenticato. La storia del piccolo Daniele stuprato a 3 anni

Sono passati tanti anni e l’uccisione di Daniele resta tutt’ora un mistero, un giallo.  di A Torre Chianca, a 20 chilometri da Lecce, sono le 14 passate e non vola una mosca. Raffaele e Silvana sono alla disperata ricerca di Daniele, 3 anni, scomparso dal cortile di casa. Nel frattempo un altro Daniele, 12 anni, sta passeggiando sulla battaglia di Torre Chianca per ingannare il tempo in quell’ozioso 12 settembre. Mentre gironzola si imbatte in qualcosa: è un barattolo di vernice, lo raccoglie e continua a camminare svogliato. Poi nota un altro oggetto in lontananza, sembra un bambolotto, o forse sono solo vestiti ammucchiati. Si avvicina per osservare e scopre le sembianze di un bambino. È riverso nella sabbia a faccia in su con i granelli nei capelli e nei vestiti, la maglietta strappata sul davanti. È pallido, non respira. Daniele si dirige in cerca di aiuto, bussa alle porte. Attira finalmente l’attenzione degli adulti che si precipitano sul posto e si trovano davanti lo spettacolo orribile di quel bimbo agonizzante gettato sulla spiaggia come un pupazzo.

La storia

In un bar, non molto lontano, una coppia fa irruzione chiedendo un telefono. Devono chiamare il 112, è urgente. Le dita compongono tremanti il numero sui tasti. Dalla cornetta una voce li informa che proprio in quegli attimi un bimbo è stato trovato e soccorso in spiaggia. Parte la corsa disperata in auto verso il litorale di Torre Chianca, dove una piccola folla, intanto, fa da paravento a una scena straziante: un vigile del fuoco tenta disperatamente di rianimare un corpicino sporco di sabbia. Il piccolo respira, diventa caldo, ma non basta: la situazione precipita e l’ambulanza parte a sirene spiegate verso l’ospedale. Il più vicino è il nosocomio Vito Fazzi di Lecce, dove Daniele va dritto in rianimazione. Vengono allacciati tubi, accesi macchinari, accorrono camici bianchi. Alle 21, dopo 7 ore di lotta, Daniele smette di respirare. Arrivati in ospedale sul suo corpo sono state trovate tracce di sangue e liquido seminale. È stato violentato. La notizia della morte di Daniele si sparge per la piccola cittadina e si colora di particolari oscuri, angosciosi, terribili. Daniele è stato prelevato dal cortile di casa dove era in vacanza con i genitori. Mentre loro preparavano le valigie per fare ritorno in città, qualcuno ha preso il bimbo e lo ha trascinato in spiaggia: lo ha spogliato, violentato e poi rivestito. Lo ha schiacciato con la testa sulla sabbia mentre tentava di difendersi, soffocandolo. È quello che emerge dalla ricostruzione e dalla autopsia sul corpo del piccolo.

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