Nessuna possibilità di libertà condizionale per Erin Patterson, la donna australiana di 52 anni condannata per aver avvelenato e ucciso tre familiari durante un pranzo organizzato nella propria abitazione nel 2023. La Corte d’Appello dello Stato di Victoria ha respinto il ricorso presentato dai suoi legali, confermando la condanna e accogliendo la richiesta dell’accusa di eliminare la possibilità di ottenere la libertà condizionale dopo 33 anni di carcere. La donna dovrà quindi scontare l’ergastolo senza possibilità di uscire anticipatamente.
La vicenda risale al luglio 2023, quando Patterson invitò a pranzo alcuni familiari, preparando un filetto alla Wellington. All’interno del piatto erano presenti funghi velenosi della specie Amanita phalloides, conosciuti anche come funghi della morte per la loro elevata tossicità.
A perdere la vita furono gli ex suoceri della donna, Don e Gail Patterson, e Heather Wilkinson, sorella di Gail. Il marito di quest’ultima, Ian Wilkinson, riuscì invece a sopravvivere dopo settimane trascorse in terapia intensiva, ma riportò conseguenze fisiche permanenti.
All’incontro avrebbe dovuto partecipare anche l’ex marito di Erin, Simon Patterson, che però annullò la propria presenza all’ultimo momento. L’uomo aveva raccontato agli investigatori di sospettare da tempo che la donna avesse tentato di avvelenarlo.
Durante il processo, la difesa aveva contestato diversi aspetti del procedimento, presentando sette motivi di ricorso. Tra questi, presunte irregolarità nella sistemazione della giuria in albergo, l’utilizzo dei tabulati telefonici e delle celle radio e l’acquisizione di vecchi post social nei quali la donna si lamentava dei suoceri.
I giudici hanno però respinto tutte le contestazioni, ritenendo valide le prove raccolte e regolare il processo. Confermata dunque la responsabilità di Patterson per un crimine che i giudici hanno descritto come freddo e calcolato.
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