Oggi 30 ottobre l’Unione Sindacale di Base (Usb) ha indetto una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolge sia il settore pubblico sia quello privato. Nel mirino del sindacato ci sono il carovita, la
perdita di potere d’acquisto di stipendi e pensioni e l’aumento delle spese militari. Una protesta ampia che però si scontra subito con un importante freno: la precettazione firmata dal Ministero dei
Trasporti, che ha formalmente escluso treni e mezzi pubblici. Ciò nonostante, dal sindacato fanno sapere che la protesta non si ferma, rendendo comunque possibili isolati disagi per chi si sposta. La protesta
riguarda l’intera giornata lavorativa e interessa uffici pubblici, servizi e varie aziende private. Come previsto dalla normativa sui servizi essenziali, saranno garantite le prestazioni minime
fondamentali . Particolare rilievo assume l’adesione dei lavoratori portuali, che si collegano a una giornata d’azione internazionale contro la militarizzazione degli scali e il trasporto di armi.
Stando alle stime fornite dall’Usb, questa rete di protesta tocca oltre un centinaio di porti in 17 Paesi. Il nodo principale resta quello della mobilità. Il ministro Matteo Salvini ha firmato il differimento dello
sciopero per i trasporti richiamando la franchigia legata alla commemorazione dei defunti. Una decisione ritenuta illegittima dall’Usb, che si è detta pronta a confermare l’astensione dal lavoro facendosi carico di
eventuali sanzioni. Il Gruppo FS e Trenord garantiscono la circolazione regolare secondo gli orari consueti. Atac ha confermato il normale svolgimento del servizio su tutta la rete, mentre Cotral ha
rinviato la protesta. Atm ha comunicato che autobus, tram e metropolitane svolgeranno il servizio programmato senza interruzioni. Nonostante le garanzie delle aziende, non si possono escludere del tutto piccoli
contrattempi localized sul territorio. Le ragioni della mobilitazione affondano le radici nelle difficoltà economiche attuali. L’Usb chiede interventi concreti sui salari, il ripristino della scala mobile e un calo dei
prezzi dei beni di prima necessità, oltre a tutele sui costi di energia, affitti e mutui. Tra le richieste spiccano anche il taglio dell’Iva sui beni primari e il contrasto alle speculazioni finanziarie. Sul piano politico,
il sindacato contesta la gestione dei fondi pubblici destinarli al riarmo, chiedendo di dirottare quelle risorse verso sanità, scuola e previdenza sociale, unendo a questo la tutela dell’occupazione e il diritto a manifestare. La mobilitazione si sposterà soprattutto nelle strade di diverse città italiane:
Roma: Il punto di ritrovo per il corteo è fissato alle 9:00 a piazzale Aldo Moro, nei pressi della Sapienza, con direzione piazza dei Cinquecento (Termini), dove alle 10:30 è previsto il concentramento. La
manifestazione – a cui prenderanno parte anche collettivi studenteschi, realtà antagoniste e movimenti pro-Pal – potrebbe causare deviazioni al traffico. Il percorso finale (tra Colosseo e Circo Massimo) verrà
stabilito dal tavolo per l’ordine pubblico in Prefettura. L’attenzione delle forze dell’ordine resta altissima, con controlli anche sui canali social.
Milano: Ritrovo alle 10:00 in piazza Duca d’Aosta.
Torino: Concentramento alle 9:30 in piazza Palazzo di Città.
Bologna: Appuntamento alle 9:30 in piazza Maggiore.
Altre città: Presidi previsti a Novara (9:30 in piazza Cavour), Brescia (9:00 alla fermata metro San Faustino), Trieste (9:00 al Varco 4 del Porto Nuovo), Padova (8:00 davanti alla stazione) e Bergamo (17:00 in piazza Gaza).
Per gli orari di dettaglio e gli eventuali aggiornamenti relativi ai singoli territori, è sempre consigliabile fare riferimento alle note diffuse dalle sedi locali del sindacato. Fonte Tgcom24.