Trump colpisce ancora l’Europa: dazi sulle auto al 25%

1 Maggio 2026 - 20:47

Trump colpisce ancora l’Europa: dazi sulle auto al 25%

Il presidente Donald Trump riapre ufficialmente lo scontro commerciale con l’Europa. Egli utilizza un messaggio diretto e senza giri di parole per colpire Bruxelles. Il clima tra le due potenze sembrava essersi stabilizzato negli ultimi mesi. Tuttavia, questo nuovo annuncio rompe bruscamente ogni equilibrio raggiunto in precedenza. Trump sceglie nuovamente il terreno delle automobili per esercitare la sua pressione. Di conseguenza, la tensione tra le due sponde dell’Atlantico torna a salire rapidamente.

In primo luogo, il presidente americano ha utilizzato il social media Truth per comunicare la sua decisione. Egli accusa apertamente l’Unione Europea di non rispettare gli accordi commerciali vigenti. Per questo motivo, Trump annuncia un aumento dei dazi per la prossima settimana. La nuova tariffa colpirà duramente le automobili e i camion in arrivo negli Stati Uniti. Nello specifico, il dazio salirà drasticamente fino alla soglia del 25%. Questa mossa rappresenta un attacco frontale alle esportazioni europee oltreoceano.

Inoltre, questa decisione segna un salto netto rispetto agli accordi presi con Ursula von der Leyen. Pochi mesi fa, le parti avevano fissato una tariffa base al 15% su molti beni. Successivamente, la Corte Suprema americana era intervenuta ridimensionando tale soglia al 10%. Eppure, Trump decide ora di ignorare questi limiti stabiliti in precedenza. Egli mette in discussione gli impegni presi direttamente con la presidente della Commissione europea. Pertanto, l’instabile equilibrio commerciale dei mesi scorsi svanisce del tutto oggi.

Allo stesso tempo, il presidente americano spiega chiaramente la sua strategia economica. Egli usa la leva dei dazi per riportare la produzione industriale negli Stati Uniti. Trump promette infatti l’azzeramento delle tariffe per chi costruisce stabilimenti sul suolo americano. In questo modo, egli spinge le aziende a spostare i propri investimenti oltre oceano. Egli sottolinea con forza questo concetto nei suoi post recenti. Per Trump, la pressione commerciale serve esclusivamente a favorire il lavoro interno.

Al riguardo, Trump cita dati imponenti per sostenere la propria linea politica. Egli afferma che numerosi impianti sono attualmente in fase di costruzione nel Paese. Questi progetti prevedono investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari complessivi. Secondo il presidente, questa cifra rappresenta un record assoluto nella storia dell’industria automobilistica. Egli vede in questi numeri la prova del successo della sua dottrina. Di contro, l’Europa osserva con preoccupazione questa fuga forzata di capitali e produzione.

Dall’altra parte, la risposta dell’Unione Europea arriva in modo immediato e durissimo. Bernd Lange descrive il comportamento di Donald Trump come totalmente inaccettabile. Il presidente della Commissione Commercio del Parlamento europeo respinge ogni accusa al mittente. Egli ribalta completamente la responsabilità di questo strappo diplomatico e commerciale. Lange sottolinea che il Parlamento stava per ratificare ufficialmente l’intesa con gli Stati Uniti. Tuttavia, l’annuncio dei nuovi dazi blocca bruscamente ogni processo di cooperazione.

In aggiunta, Lange accusa gli Stati Uniti di aver rotto ripetutamente gli accordi sottoscritti. Egli afferma con vigore che questo non è il modo corretto di trattare gli alleati. Il rappresentante europeo promette ora una reazione caratterizzata dalla massima chiarezza. L’Europa risponderà con estrema fermezza a questa nuova provocazione americana. Nonostante i tentativi di mediazione, lo scontro sembra ormai inevitabile. La rottura dei patti genera quindi una profonda crisi di fiducia tra le parti.

Infine, questo scontro si inserisce in una fase economica globale estremamente delicata. Le tensioni internazionali e il conflitto con l’Iran condizionano già pesantemente i mercati. Queste crisi influenzano negativamente anche le rotte energetiche più strategiche del mondo. In questo scenario, la mossa di Trump colpisce i Paesi più esposti sull’export. La Germania soffre particolarmente a causa della sua forte dipendenza dal settore automobilistico. Così, l’economia europea affronta una nuova e complessa sfida internazionale.

Fonte: Fanpage