Tragedia in Campania. Bimbo di 4 mesi trovato morto in culla poco dopo la poppata

di redazione
2 mesi fa
4 Marzo 2021

Tragedia a Santa Maria Capua Vetere. Stamattina è stato ritrovato nella sua culla un neonato purtroppo oramai morto. Il corpo esanime del piccolo è stato ritrovato dalla mamma, così come riportato da EdizioneCaserta.

Alle ore 10 circa la donna ha fatto scattare l’allarme tra parenti e vicini che hanno ascoltato il suo grido di dolore. Il decesso potrebbe essere avvenuto qualche ora prima, poiché la mamma avrebbe dato l’ultima poppata al piccolo alle ore 6.

Sul luogo del dramma sono giunti i sanitari del 118 e gli agenti di Polizia per cercare di ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Dovrebbe trattarsi di una cosiddetta morte bianca.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quella che il piccolo sia rimasto soffocato da un rigurgito di latte. Si chiama morte in culla. Più precisamente Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante (Sudden Infant Death Syndrome, o SIDS).

E’ un evento raro ma drammatico. Con i giusti accorgimenti si può ridurne il rischio al minimo. E’ definita come la morte improvvisa ed inattesa di un lattante di età inferiore ad un anno che si verifica apparentemente durante il sonno.

Morte che rimane inspiegata dopo una indagine accurata, comprendente l’autopsia completa, l’esame approfondito delle circostanze del decesso e la revisione della storia clinica del caso.

I fattori che la determinano possono essere diversi. Sono fattori ambientali che agiscono su bambini che non hanno ancora raggiunto il pieno sviluppo dei meccanismi di sopravvivenza o autorianimazione.

Sicuramente sono più a rischio di morte in culla i bambini nati pretermine e/o con basso peso alla nascita. In questi bambini i meccanismi di sopravvivenza possono essere ancora più immaturi.

Dormire a pancia in già o di lato è un fattore di rischio. Gli “ ovetti ” non devono essere utilizzati per far dormire i bambini. Essi sono particolarmente pericolosi al di sotto dei 4 mesi di età.

Altri fattori di rischio sono l’esposizione ad elevate temperature ambientali. L’eccessiva copertura del bambino. L’esposizione al fumo di sigaretta passivo sia durante la gravidanza che dopo la nascita. Il reflusso gastroesofageo.

Al fine di ridurre il rischio si consiglia di dormire insieme al bimbo per i primi mesi di vita. Certamente per i primi 6 mesi, meglio per il primo anno di vita, è bene che i bambini dormano in camera da letto dei genitori. Ma non nel letto con loro. In questo modo gli adulti possono sempre intervenire in caso di necessità.

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