Un violento terremoto di magnitudo 7.4 è stato registrato nel pomeriggio del 17 luglio al largo delle coste occidentali del Messico. Dopo la scossa, le autorità hanno attivato l’allerta tsunami per alcune aree costiere del Messico e del Guatemala in via precauzionale.
Secondo i dati diffusi dallo United States Geological Survey, il sisma ha avuto epicentro nei pressi di Puerto Madero, a circa 48 chilometri a sud-ovest di Aquiles Serdán, in un tratto di mare dell’Oceano Pacifico particolarmente esposto all’attività sismica.
La forte magnitudo dell’evento e la sua localizzazione in mare hanno spinto il Centro di allerta tsunami degli Stati Uniti a emettere immediatamente un avviso di possibile minaccia per le coste interessate. In questi casi i sistemi di monitoraggio internazionali analizzano in tempo reale i movimenti del fondale marino e le variazioni del livello del mare per valutare l’eventuale formazione di onde anomale.
Le autorità locali seguono protocolli consolidati che prevedono la diffusione di comunicazioni alla popolazione e il costante aggiornamento delle informazioni disponibili. Le allerte tsunami vengono generalmente emesse nelle prime fasi successive a un terremoto di forte intensità avvenuto in mare e possono essere confermate, ridimensionate o revocate in base ai dati raccolti nelle ore successive.
Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli su eventuali danni o conseguenze provocate dal sisma nelle aree interessate.
L’area del Pacifico orientale rientra tra le zone del pianeta caratterizzate da una frequente attività sismica, motivo per cui i sistemi di monitoraggio internazionali mantengono un controllo costante della situazione.
Fonte: ANSA