Il governo ha prorogato il taglio delle accise lo scorso 1° maggio. Tuttavia, l’esecutivo ha ridotto l’entità di questo provvedimento. All’inizio la misura alleggeriva i rincari dei carburanti. La crisi energetica legata al conflitto in Iran ha provocato questi aumenti. Inizialmente lo sconto prevedeva una riduzione di 20 centesimi più Iva su diesel e benzina.
In secondo luogo, l’esecutivo ha modificato le regole con l’ultimo rinnovo. I ministri hanno confermato il taglio sul gasolio. Al contrario, i tecnici hanno abbassato lo sconto sulla super. Il provvedimento per la benzina è passato da 20 a 5 centesimi. La premier Meloni ha spiegato questa scelta in conferenza stampa. Il prezzo del diesel cresceva più della benzina.
Di conseguenza, la modifica ha spinto il costo della verde attorno a 1,90 euro. Invece, il prezzo del diesel è rimasto stabilmente attorno ai 2 euro. L’Osservatorio prezzi del Mimit monitora costantemente queste cifre. Oggi in autostrada il gasolio self costa mediamente 2,064 euro. Nello stesso momento, la benzina raggiunge una media di 2.023 euro.
Successivamente, il governo ha chiarito la data di scadenza della proroga. La redazione di Fanpage.it aveva sollevato un caos iniziale su questo termine. Infine, i ministri hanno fissato la chiusura ufficiale per il 22 maggio. Ora i consumatori attendono le decisioni successive a quella data. Molti osservatori si interrogano sul destino dei prezzi dei carburanti.
Per questo motivo, il ministro Pichetto Fratin ha risposto oggi a precise domande su un eventuale rinnovo. Il Mef sta facendo valutazioni in corso con gli altri ministeri. Inoltre, gli uffici si confrontano attivamente in queste ore. I tecnici vedranno i risultati nel fine settimana. Pertanto, Palazzo Chigi non ha ancora chiarito la conferma del taglio.
Allo stesso modo, i ministri non indicano la durata di una eventuale nuova proroga. Attualmente il ministero dell’Economia affronta l’aspetto più complicato della norma. I tecnici studiano approfonditamente le coperture finanziarie necessarie. I funzionari statali devono trovare risorse sufficienti per l’operazione. Infatti, il passare del tempo rende questa spesa pubblica via via più onerosa.
In aggiunta, l’assenza di un rinnovo produrrà effetti immediati sulle tariffe. I distributori ripristineranno le accise al livello fissato per legge. Questo meccanismo comporterà 20 centesimi in più per il gasolio. Allo stesso tempo, la benzina subirà un aumento di 5 centesimi. Lo Stato applicherà queste vecchie aliquote subito dopo la scadenza del decreto.
Infine, i consumatori pagheranno interamente il costo di questo mancato rinnovo. Gli automobilisti subiranno ancora una volta i rincari peggiori. Il costo della verde infatti potrebbe toccare quota 2 euro. La benzina potrebbe addirittura superare quella soglia psicologica. Certamente, il diesel rischia di raggiungere la cifra di 2,20 euro al litro.
Fonte: Fanpage